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INTERVISTA

Patuanelli: “in Ue uniti per affrontare l’emergenza agricola legata alla guerra in Ucraina”

A WineNews il Ministro delle Politiche Agricole: dal rapporto tra agricoltura e giovani generazioni ad una Pac dove l’innovazione ha un ruolo cruciale
AGRICOLTURA, EMERGENZA, MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE, STEFANO PATUANELLI, UCRAINA, Non Solo Vino
Il Ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli

La guerra in Ucraina e la crisi degli approvvigionamenti, che colpisce direttamente le filiere agroalimentari italiane ed europee, è in cima all’agenda del Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli. Che pochi giorni fa ha incontrato “i colleghi di Spagna, Grecia e Portogallo con cui abbiamo condiviso la necessità per l’Europa di affrontare questo momento stando uniti e sposando principi di solidarietà e reciproco sostegno. Che ciascuno vada per conto proprio, come aveva fatto l’Ungheria all’inizio della crisi, non è la risposta giusta, sia in termini politici nei confronti dell’Ucraina, sia in termini di produzioni agricole europee. È del tutto evidente che abbiamo bisogno di approvvigionamenti, e di rendere l’Europa indipendente dagli altri mercati, ma se mettiamo in discussione il mercato unico e la capacità dell’Europa di dare una risposta unitaria e concreta a questa crisi ne usciamo con le ossa rotte”, ha detto, a WineNews, il Ministro Patuanelli (qui l’intervista audio).

“Tutti ci auguriamo che la guerra finisca il prima possibile, ma gli effetti delle tensioni geopolitiche internazionali sono destinati a protrarsi per anni”, mette in guardia il Ministro delle Politiche Agricole. “Con lo stesso spirito con cui abbiamo affrontato la pandemia dobbiamo affrontare anche questo momento. Da parte italiana la proposta è quella di attivare, attraverso gli organismi internazionali, come la Fao, una dinamica di gestione della solidarietà nei confronti del popolo ucraino e del mondo agricolo ucraino, che oggi deve poter seminare e portare avanti le produzioni agricole. C’è bisogno di una regia internazionale che gestisca il percorso di sostegno al popolo ucraino”.
Spostando l’analisi sul fronte interno, e sulle politiche di sostegno all’agricoltura del Belpaese, “l’obiettivo è quello di far capire che il mondo produttivo agricolo, settore economico primario e trainante del nostro Paese, ha fatto un percorso di sostenibilità ambientale che deve continuare gestendo i territori, coltivandoli e producendo. Le due cose non sono incompatibili: la cultura del rispetto e della sostenibilità ambientale non deve sfociare nella cultura dell’abbandono, non è una visione che possiamo accettare per il futuro del nostro Paese e del nostro sistema agroalimentare”. Diventa fondamentale ricostruire un rapporto tra agricoltura e nuove generazioni, perché “o ci poniamo il tema di chi coltiverà le nostre terre oppure siamo destinati all’abbandono per la mancanza di persone che vadano nei campi a coltivarle. Credo che sia fondamentale il modo in cui riusciremo ad attrarre i giovani in agricoltura, garantendo nuove generazioni di agricoltori, attraverso l’innovazione, la capacità di proporre al settore agroalimentare le tecnologie, già oggi disponibili, che devono essere accessibili a tutti gli agricoltori italiani. Penso che si debba coltivare il sogno dei giovani di riappropriarsi della propria terra, delle proprie tradizioni, della propria cultura, che è sempre strettamente collegata ai prodotti della terra: questo è il percorso che dobbiamo impostare attraverso politiche di sostegno e la capacità di disegnare un futuro possibile”. In ambito europeo, infine, “stiamo discutendo le osservazioni della Commissione Europea alla Pac, che ha un impianto che va sostenuto: all’interno del nuovo disegno della Politica Agricola Comune (Pac) c’è una forte voglia di innovazione e transizione, ma anche di rispetto delle capacità produttive del nostro Paese, e questo è il primo elemento di sostegno, dopodiché c’è l’emergenza, legata ai prezzi, al costo dell’energia, all’allungamento delle filiere del settore primario, non potendo sostenere così un trasferimento mancato di valore aggiunto verso la parte debole della filiera, che è sempre l’agricoltore, e contemporaneamente sostenere l’incremento dei costi dell’energia. Il Governo farà tutto ciò che serve per sostenere, nell’emergenza, i nostri produttori”, conclude il Ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli.

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