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IL BILANCIO

Per il pranzo di Pasqua 2026 gli italiani hanno quindi speso 2 miliardi di euro (-7% sul 2025)

Indagine Coldiretti/Ixè: in 21 milioni l’hanno trascorsa all’aperto, con il picnic rituale più diffuso. A tavola vincono uova e tradizione
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Il picnic “re” della Pasquetta con le uova piatto-simbolo

Dopo settimane in cui il maltempo ha caratterizzato le giornate del Belpaese, finalmente il sole è tornato a splendere nel weekend più atteso, quello di Pasqua, fondamentale anche per l’enoturismo. L’indagine Coldiretti/Ixè parla di oltre 21 milioni di italiani (43%) che hanno trascorso la Pasquetta all’aperto, tra gite, picnic e brevi vacanze, favorite dal sole e dalle alte temperature dopo il gelo che ha caratterizzato l’inizio della primavera. Un esodo importante anche se c’è un 31% di cittadini che hanno deciso di rimanere a casa per rilassarsi e un 18% a festeggiare nelle residenze di parenti ed amici e il rimanente che hanno puntato su musei e altre opzioni.
Per Pasquetta, gli italiani hanno affollato le classiche mete del Lunedì dell’Angelo: città d’arte, laghi, spiagge e, soprattutto, le aree verdi che dominano il panorama. Coldiretti evidenzia come parchi, oasi, riserve naturali e spazi aperti coprano circa il 10% del territorio nazionale, perfetti per una fuga nella natura rigogliosa di primavera. Il picnic resta il rituale più diffuso, con milioni di famiglie che riutilizzano gli avanzi del pranzo pasquale, per il quale sono stati investiti 2 miliardi di euro complessivi. I must-have includono salumi affettati freschi, formaggi stagionati, uova sode colorate a mano e grigliate miste di carne o verdure, accompagnate da rustici pani regionali e vini leggeri.
Ottimi i riscontri negli agriturismi, autentici presidi rurali che offrono menu a km zero con agnello, carni bianche, erbe spontanee e dolci artigianali. Ideali per chi cerca relax lontano dal caos, questi luoghi registrano il tutto esaurito, premiando la domanda di esperienze autentiche e sostenibili immerse nel verde. Molte delle aziende agrituristiche presenti in Italia si sono attrezzate con l’offerta di alloggio e di pasti completi ma anche di colazioni al sacco o con la semplice messa a disposizione spazi per picnic, tende, roulotte e camper per rispettare le esigenze di indipendenza di chi ama prepararsi da mangiare in piena autonomia.
Per il pranzo di Pasqua 2026 gli italiani hanno, quindi, speso 2 miliardi di euro, -7% sul 2025, anche a causa degli effetti del conflitto in Iran, spiega Coldiretti, che non hanno comunque frenato la convivialità e la voglia di trascorrere la ricorrenza all’insegna del buon cibo italiano. La domenica pasquale è stata trascorsa, per la maggioranza, a tavola tra le mura domestiche, con una media di sei invitati. Una tendenza favorita anche dalla rinuncia a viaggiare all’estero legata al caro prezzi per voli e gasolio. Ma ci sono anche 8,5 milioni di persone che hanno scelto di mangiare fuori, mentre in 3,5 milioni si sono indirizzati verso il picnic. Per preparare il pranzo si sono impiegate 1,5 ore ai fornelli con il piatto più presente sulle tavole che restano le uova, un simbolo della festa, che proprio nella Pasqua vedono il periodo di più alto consumo con circa 300 milioni di pezzi, seguite dalla carne di agnello servita in un terzo delle case (33%).
Tra i dolci, vince la tradizione e l’italian style con la colomba che primeggia sull’uovo di cioccolato, ma anche quest’anno si conferma forte la tradizione del dessert “fai da te”, con il recupero delle ricette della tradizione regionale: dalla Cuzzupa calabrese alle Scarcelle pugliesi, dalla Pastiera napoletana al Salame del Papa piemontese dalle Pardulas sarde alla Ciaramicola umbra, dalla Fugazza veneta fino alla Cuddura cu l’ova siciliana.

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