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RISTORAZIONE AL FEMMINILE

Più chef donna negli ultimi anni: lo rivela “TheFork” per la “Giornata Internazionale della Donna”

Con loro, c’è più “fedeltà” e solidarietà in cucina: lo testimonia Jessica Rosval con il progetto per l’“Association for the Integration of Women”

A che punto è la ristorazione firmata da donne chef? Quante sono aumentate negli ultimi anni? Quali sono gli ostacoli e le opportunità che incontrano nei luoghi di lavoro? A queste domande (e non solo), ha provato a rispondere “TheFork”, grazie ad un sondaggio tra i ristoranti partner e la preziosa testimonianza di Jessica Rosval, Premio Bellavista come “Cuoca dell’Anno” 2021 delle “Guide dell’Espresso”. Si tratta di un’indagine realizzata in occasione dell’8 marzo “Giornata Internazionale della Donna”, che ha messo in evidenzia anche le più note chef che si sono distinte negli ultimi anni nella ristorazione italiana, da Antonia Klugmann a Cristina Bowerman, da Nadia Santini ad Annie Féolde e Viviana Varese..
Dal sondaggio emerge che se da un lato il 72% delle chef intervistate ha un rapporto di fedeltà molto lungo con il luogo in cui lavora, spesso fin dall’apertura, dall’altro il 39% dichiara di aver incontrato parecchi ostacoli a causa del proprio sesso. Due su tre (60%), inoltre, sostengono che essere uomo facilita il percorso lavorativo nella ristorazione. Sebbene il 60% dei rispondenti abbia dichiarato che nel ristorante in cui lavora non è presente una chef, oltre la metà delle donne intervistate (52%) è convinta che il numero delle chef sia aumentato negli ultimi 5 anni. Tra chi ha dichiarato di avere chef uomini in cucina, il 68% afferma che questa decisione non abbia nulla a che vedere con il genere d’appartenenza e la prospettiva è dunque che questa situazione possa cambiare sempre più rapidamente.
Proprio nell’ottica di una valorizzazione della ristorazione femminile, “TheFork” sostiene l’attività di Jessica Rosval, giovane chef di origini canadesi che, dopo un’esperienza di cinque anni all’Osteria Francescana di Massimo Bottura, a Modena, nel 2019 è stata scelta dallo stesso Bottura e dalla moglie Lara Gilmore, per gestire la cucina di Casa Maria Luigia a Modena. La giovane chef è anche fortemente legata all’Associazione modenese Aiw-Association for the Integration of Women, fondata nel 2020 da Caroline Caporossi, che ha come obiettivo quello di fornire alle donne migranti una formazione professionale che permetta loro di integrarsi attivamente nel tessuto della società italiana. “Il nostro progetto si articola in due parti -spiega la chef - la prima è la formazione culinaria, che offriamo specificamente a donne migranti alle quali insegniamo le tecniche base della cucina e anche i fondamenti del mondo del lavoro in Italia. L’obiettivo dei quattro mesi di corso è quello di conferire a queste donne non solo le competenze ma anche la fiducia necessaria per inserirsi in qualsiasi realtà del mondo della ristorazione. Ma a questo si affianca anche l’apertura di un ristorante vero e proprio. Infatti stiamo per aprire il ristorante Roots, una società cooperativa i cui profitti andranno reinvestiti subito nei progetti di formazione e, soprattutto, rappresenterà la prima destinazione di chi esce dai corsi, in modo da dare un’idea concreta di come funziona questo tipo di professione”.

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