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FOOD DAY

Puristi o innovatori, tutti alla ricerca di quella perfetta: oggi il mondo celebra il #CarbonaraDay

Maratona social in omaggio all’iconica pasta italiana dalle “origini americane”, protagonista al cinema, rivisitata dai più grandi chef. E solidale

Puristi o innovatori, tutti, da sempre, sono alla ricerca della ricetta perfetta: oggi il mondo celebra il #CarbonaraDay 2021, voluto dall’“International Pasta Organization” e dedicato all’iconica pasta italiana, grande protagonista del menu di moltissimi ristoranti, in versione classica o nelle sue tante varianti creative e “stellate”. Ad accomunarle, i 5 ingredienti con cui si prepara, i più “popolari” della cucina romana, di cui è un piatto per eccellenza, oggi simbolo del made in Italy nel mondo: la pasta, in più formati ma con spaghetti e rigatoni di certo i più gettonati, il guanciale, il cui taglio può variare, il pecorino romano di altissima qualità, il pepe, il cui “tocco” è decisivo, e l’uovo che fa la vera differenza. E aspettando di tornare a gustarla nei ristoranti, quando riapriranno, attorno al suo “trending topic” è già partita una maratona social per omaggiarla, con foto, stories, post, ricette e fornelli live, per condividere la “Carbonara perfetta” (con l’hashtag #CarbonaraDay e #MyCarbonara).
Se TheFork, per la gioia dei gourmet, ha stilato la Top 10 dei migliori locali dove mangiare un’ottima pasta alla carbonara, sperando di tornare presto ai loro tavoli, a comporre il più grande “ricettario” con le preparazioni degli chef più famosi, è la giornalista di “La Repubblica” Eleonara Cozzella, nel volume “La Carbonara perfetta. Origini ed evoluzione di un piatto di culto. 33 grandi chef, 33 interpretazioni” (Cinquesensi Editore, aprile 2019 pp. 152, prezzo di copertina 20 euro): da quella “ideale” di Nabil Hadj Hassen del Ristorante Roscioli, a quella con “finti tuorli d’uovo, pellicola di pasta e acqua di guanciale” di Enrico Bartolini, dalla quella ripiena di Heinz Beck a quella di montagna di Norbert Niederkofler, dal “Negativo di Carbonara” di Antonello Colonna a Davide Oldani, da Andrea Berton a Gianluca Fusto, da Eugenio Boer a Cristina Bowerman, da quella scomposta di Roy Caceres ad Antonello Colonna, da Arcangelo Dandini a quelle di mare di Angelo Troiani e Peppe Guida, da quella veg di Pietro Leemann ad Aurora Mazzucchelli, dalla “Carbonara Futura” di Luciano Monosilio a quella al forno di Bruno Barbieri, per citarne solo alcuni. “Per un italo-americano quale sono la carbonara è una vera e propria istituzione, fa parte della mia memoria, del nostro retaggio culturale”, scrive Joe Bastianich nell’introduzione. E non a caso: perché se tracce di “unioni” gustose tra pasta e uovo compaiono negli antichi ricettari italiani, l’ipotesi più accreditata sulla sua origine è legata alla liberazione di Roma nella Seconda Guerra Mondiale, ed ai soldati americani che la preparavano unendo gli ingredienti a loro più familiari, come “eggs & bacon” delle razioni e che riuscivano a trovare. Un successo da subito “mondiale”, mentre il nome Carbonara inizia a comparire sui giornali (sul quotidiano “La Stampa” in Italia, in un articolo del 1950) e non solo italiani, e soprattutto in un film: “Cameriera bella presenza offresi”, commedia ad episodi di Giorgio Pastina (1951), con protagonisti Elsa Merlini e Aldo Fabrizi accanto ad un cast stellare, da Alberto Sordi a Vittorio De Sica, da Eduardo e Peppino De Filippo a Giulietta Masina, da Gino Cervi a Domenico Modugno.
Un piatto intramontabile, prima di tutto sulle tavole degli italiani, dove, ricorda Coldiretti su dati Ismea, nell’anno del Covid il “ritorno” della pasta ha registrato un +10% di pari passo con il rimettersi ai fornelli costretti a casa dai lockdown, ma che ha fatto segnare il record storico anche nelle esportazioni per un valore superiore a 3,1 miliardi nel 2020 grazie ad un balzo del 16%. Dall’abitudine belga di modificarla con l’impiego della panna alla “Smoky Tomato Carbonara” pubblicata sul prestigioso “New York Times”, la riprova del successo sta anche nei numerosi falsi.
Per ripercorrerne la storia dal suo lato più buono, ovvero quello di migliorare la “Razione K” e risollevare il morale delle truppe, c’è “Carebonara”, un cortometraggio che mette insieme il nome della ricetta e la parola “care”, che in inglese vuol dire “prendersi cura”, diretto dal regista belga Xavier Mairesse con Claudio Santamaria e Yonv Joseph, promosso da Barilla con l’agenzia Alkemy per sostenere uno dei più importanti progetti di solidarietà legati al cibo come “Food for soul”, la fondazione dello chef Massimo Bottura e Lara Gilmore con i Refettori a supporto delle persone socialmente vulnerabili in Europa, America e Asia, cui saranno donati 1 milione di piatti di pasta.

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