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Quotidiano Nazionale

Chianti e Lambrusco per l’Agente 007 … L’agente segreto più famoso della storia del (1908-1964), non si dedicava solamente a Cinema, nato dalla fantasia di Ian Fleming salvare donne bellissime e a sconfiggere nemici strampalati con il pallino di dominare il globo, ma era, anche, grande esperto di cibi raffinati e vini pregiati. Nella sua lunga carriera - la più longeva della storia del Cinema, con all’attivo 24 film, di cui l’ultimo è Spectre del 2015 - si nutre, nei contesti più esclusivi al mondo, di ogni ben di Dio, bevendo altrettanto bene non solo Cocktail Martini shaken not stirred o Dom Perignon del ’55, come si potrebbe pensare, collezionando viceversa una quantità monumentale di drink, champagne, liquori, e perché no, anche vini italiani, con i suoi nemici che non sono da meno. Nel Bond cinematografico, è un fiasco di Chianti a svelare a Connery/Bond l’identità del cattivo di turno, che lo ordina sull’Orient Express, incautamente insieme a una sogliola (Dalla Russia con amore, 1964); mentre a Cortina d’Ampezzo, Roger Moore fingerà di accettare un vin brulé dal perfido Kristatos (Solo per i tuoi occhi 1981). Un abitudine al lusso, e a godere del meglio della tavola, che si riverbera anche nella vita di Ian Fleming, agente segreto della Marina britannica, giornalista, scrittore, bon vivant e papà di 007. Un Bond letterario, considerato nell’Italia della fine degli anni ’50 letteratura di serie B, ma amato da Jfk e Fellini, e oggi riabilitato dalle riedizioni di Guanda e Adelphi, nel quale la tavola è un rito. Ecco 007, di nuovo a cena mentre Express, con la bella Tatiana Romanova, mentre ordina una bottiglia di Chianti Brolio, insieme ad antipasti europei, tagliatelle verdi, e a una braciola (Dalla Russia con Amore, 1957). E ancora, rifocillarsi con tagliatelle al pesto e dissetarsi con Chianti, alla Colomba d’Oro di Roma, e più tardi in treno tra Roma e Venezia (nel racconto Risico del ’60). E che dire dei prosecutori, che dopo Fleming, hanno narrato James Bond, a partire da John Pearson, suo collega di scrivania al Sunday Times, e biografo ufficiale, che nel romanzo James Bond: The Authorized Biography, del 1973, elogia i milanesi e il cibo italico: “Mangiò bene, gustando Inferno e Lambrusco”, mentre la sera dopo da Giannino ordinerà grappa. Senza dimenticare Bardolino, Cortese de Gavi, Frecciarossa, Gattinara, con cui John Gardner, tra l’81 e il ’96, bagnerà quattordici tra romanzi e sceneggiature a tema James Bond. Ma non solo, nell’epilogo del film Dalla Russia con amore, durante la colluttazione al Danieli di Venezia tra James Bond e la malvagia Rosa Kleb, scopriamo anche l’acqua minerale San Pellegrino, altra gloria made in Italy.

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