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Bollicine da primato ... Italia batte Germania. Non 4-3, come la leggendaria partita di calcio ai Mondiali del 1970. In questo caso la “partita” è quella che si gioca per leadership nella produzione di spumante. La notizia è che l’Italia supera la Germania, Paese che ha detenuto il primato mondiale per vent’anni. È un momento d’oro per le aziende spumantistiche del Belpaese: la produzione cresce grazie al “sistema Prosecco” e sfiora globalmente il tetto di 660 milioni di bottiglie. E il record che pone l’Italia al primo posto tra i produttori. L’annuncio arriva dall’Ovse, POsservatorio vini spumanti effervescenti italiani. “In Italia, nel 2017 - sottolinea il presidente Ovse, Giampietro Comolli -, è aumentato il consumo interno: un dato in controtendenza fra i Paesi europei produttori di bollicine con consumi in calo. Nel 2017 si sfiorano i 180 milioni di tappi made in Italy stappati da Nord a Sud, cui aggiungere 6 milioni di bottiglie di importazione, con un quasi monopolio stabile dello Champagne. Il valore al consumo del comparto è di 1,32 miliardi di euro, cui aggiungere 200 milioni dall’importazione, per un giro d’affari di 1,5 miliardi”.
La notizia è stata accolta con soddisfazione anche dal ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina. “Avanti nella protezione e promozione internazionale dei nostri vini”, le parole affidate a un tweet. Su 180 milioni di bottiglie bevute in Italia, il metodo tradizionale (Franciacorta, Trento, Alta Langa, Alto Adige, Oltrepò, Lambrusco e tutti quelli regionali) supera i 24,8 milioni; dei 156 milioni di bottiglie di metodo italiano, 132 sono “grillati” Prosecco, oltre 8 milioni Asti, poi altri spumanti. “Il 2017 sintetizza Comolli - segna una crescita di volumi e valore rispetto al 2016, pari al + 1,4% e +0,5%. Il sistema Prosecco rappresenta oltre il 70% dei consumi nazionali. Bene anche il metodo tradizionale, performance interessanti nelle piccole realtà regionali”. Tra le referenze, “grande recupero dei leader nazionali come Ferrari, Berlucchi, Bellavista per il metodo tradizionale, ma bene anche Carpené, Val D’Oca, Mionetto, Villa Sandi, Astoria, Ruggeri per il Prosecco. In proporzione, ancora meglio i dati di nuove etichette e nuove cantine, soprattutto al Sud”. La grande distribuzione rappresenta sempre più il canale preponderante con il 51% degli atti di acquisto e il 58% dei volumi. L’acquisto diretto delle bollicine nel 2017 è stabile, intorno al 20% compreso cantine e dettaglio gastronomico. In crescita l’Horeca, il 21%. Intanto la Coldiretti fa sapere che le vendite dello spumante italiano all’estero fanno segnare il record nel 2017, raggiungendo quota 1,3 miliardi di euro con un aumento del 14% in valore rispetto al 2016. È il momento d’oro dello spumante italiano.

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