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EXPORT AGROALIMENTARE

Regno Unito, aspettando gli effetti della Brexit è boom del pomodoro italiano

+23% delle vendite nel 2020: la pandemia e la corsa all’accaparramento ha fatto raddoppiare la crescita
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I pelati made in Italy

Dopo il vino, il prodotto agroalimentare made In Italy più esportato in Regno Unito sono i derivati del pomodoro, che nel 2020 hanno registrato un aumento delle vendite del 23% (fonte Nielsen). Un boom che dovrà adesso essere confrontato con gli effetti post-Brexit, perhcé nel mese di gennaio 2021, dopo l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue, le esportazioni di cibo e bevande Oltremanica hanno registrato un -27,8%, secondo l’analisi di Coldiretti su dati Istat. Ma il pomodoro tricolore ha ormai conquistato le tavole degli inglesi, come evidenzia Cirio, primo brand italiano per vendite nel Regno Unito (con una quota del 10%) e secondo in assoluto nella categoria delle conserve rosse, che lo scorso anno ha raddoppiato l’aumento di vendite medio del mercato a causa non tanto del “panic buying”, la lotta all’accaparramento che nei primi mesi della pandemia ha interessato un po’ tutti i beni alimentari.
“È stato nel secondo semestre, quando l’effetto panico è scomparso, che i prodotti Cirio hanno registrato la crescita maggiore”, spiega Diego Pariotti, direttore commerciale estero di Conserve Italia, il consorzio cooperativo proprietario del brand Cirio che, per consolidare le ottime performance di mercato, ha lanciato in questi giorni una nuova campagna pubblicitaria, digital e televisiva, dal claim “La qualità che proviene dai campi dei nostri agricoltori”, on air fino a maggio, che fa perno su un asset chiave del posizionamento di Cirio, ovvero quello di essere un prodotto che proviene da una filiera cooperativa di oltre 14.000 soci agricoltori italiani, suggellato dal marchio “Farmer Owned”.

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