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Repubblica Food

Il cuore Primitivo del Salento … Vita e vite. Binomio perfetto per la storia del viticoltore pugliese Gianfranco Fino e di sua moglie Simona Natale. Il loro vino rosso Es, prodotto nel comune di Manduria nell’Alto Salento, è un Primitivo in purezza che ha contribuito a cambiare l’immagine (e l’immaginario) di questo vitigno. In passato, una cospicua produzione di vini di basso profilo bistrattava e mortificava la sua identità. Gianfranco Fino dedica il suo impegno al recupero di vecchi vigneti allevati con l’antico metodo ad alberello, diventando un esperto “restauratore” della vite. Si diploma giovanissimo come agronomo. Accetta la sfida di darne una nuova interpretazione. Ma è difficile creare un modello produttivo di eccellenza non avendo molti punti di riferimento
nel territorio. Lo aiuta la sua mania di approfondire sempre: visita le zone dei grandi vini, Francia e Piemonte in primis, per ampliare conoscenza e tecnica enologica. Cresce la competenza: ogni dettaglio è utile per potenziare l’espressività del Primitivo. Il sistema ad alberello, l’età dei vigneti che va dai settanta agli oltre novant’anni, le potature corte, severe tecniche di cantina che rispettino l’integrità dell’uva, i legni delle barrique adatti alla maturazione del vino. Negli ultimi tempi, c’è anche un cavallo (il nome è Bruno) che aiuta ad arare la terra tra i filari, salvaguardando così l’ecosistema in vigna. Il loro Primitivo, rosso dal carattere poderoso e profondo, è specchio fedele della sensibilità enologica di lui e la forza comunicativa e dirompente di lei. Il nome Es è un richiamo (non casuale) a Sigmund Freud: parla all’Inconscio, zona primordiale nascosta in ognuno di noi. Seguire l’istinto per loro è tutelare la coerenza territoriale. E una filosofia produttiva rigorosa non è certo la via più facile.

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