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Repubblica Food

Prosecco all’inglese ... Nel Regno Unito le vendite superano quelle dello champagne. “Perché è buono e fa bene”... Per salutare il Capodanno, gli inglesi scelgono bollicine italiane. Nelle case, nei pub, nei ristoranti, il vino frizzante con cui più si brinderà nel Regno Unito alla mezzanotte del 31 dicembre è il Prosecco. La sua popolarità è cresciuta fino a sorpassare le vendite dello champagne e il motivo è presto detto: “È altrettanto buono, ma costa molto meno”, scrive l’Evening Standard. Se ne beve così tanto che una società di marketing ha fatto un sondaggio per scoprire quale è quello che piace di più: ha vinto il Valdobiaddene Prosecco Spumante Superiore, giudicato migliore da pubblico ed esperti come qualità/prezzo (costa 12 sterline e mezzo, circa 15 euro). Come marche e costi, nei supermarket, c’è l’imbarazzo della scelta. Si va dal Bortolotti (22 sterline, da Harrods) all’Allini Treviso (5 sterline e 25, Lidl). E i sudditi di Sua Maestà, attenti alla salute oltre che al portafoglio, lo lodano pure perché più leggero dello champagne, poco calorico e con effetti benefici: una recente ricerca dell’università di Reading ha scoperto che bere Prosecco “moderatamente” —migliora il funzionamento dei vasi sanguigni. All’inizio del negoziato sulla Brexit, il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson è stato protagonista di un battibecco con il ministro per lo Sviluppo Economico italiano Carlo Calenda, che i media hanno soprannominato “la guerra del Prosecco”. Johnson ha minacciato: “Se l’Unione Europea farà pagare dazio sull’import-export con noi, caleranno le vendite del vostro spumante in Inghilterra”. Replica di Calenda: “Forse per noi diminuiranno le vendite in un paese, ma per voi diminuiranno in 27”. Ma dopo l’accordo raggiunto a inizio dicembre da Theresa May con Bruxelles, è probabile che si arriverà a un patto di libero scambio sulle merci attraverso la Manica e dunque niente “guerra” del Prosecco. In compenso un deputato conservatore chiede che la Gran Bretagna abbia diritto a una parte delle 42 mila bottiglie di vino apparentemente custodite nella cantina della Ue. Gli inglesi vogliono uscire dall’Europa, ma con il nostro vino.

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