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L’EVENTO

Rimini si prepara ad “Al Mèni”, edizione speciale dedicata ai 100 anni dalla nascita di Fellini

Torna il Circo dei Sapori, (25-27 settembre) con tutti i suoi protagonisti: grandi chef, primo su tutti Bottura, ma anche street food e il mercato

Nel nome di un mostro sacro come Federico Fellini e del centenario dalla sua nascita, il 20 gennaio del 1920, Rimini accetta la sfida del distanziamento e delle misure di sicurezza, e porta in scena un’edizione speciale di “Al Mèni”, straordinariamente a settembre, dal 25 al 28 settembre (e non in giugno, come da tradizione). Dedicata al grande maestro del cinema, certamente, con uno speciale Circo 8 1/2 di sapori, nella città natale di Fellini e simbolo della “dolce vita” anche a tavola, Al Mèni quest’anno sarà ospitato, per la prima volta, nel cuore della città di Rimini, in una Piazza Cavour e nel vicino giardino delle Mimose trasformate dalle circensi atmosfere felliniane. E per celebrare un maestro, non può che esserne protagonista un altro: tra i grandi chef ci sarà ovviamente Massimo Bottura, chef patron dell’Osteria Francescana di Modena e fondatore della onlus Food for Soul, ideatore e regista dell’evento. Con lui, 12 chef stellati emiliano-romagnoli e 12 talenti della gastronomia italiana contemporanea. E ancora, in un format che il più possibile vuole richiamare alla normalità, non solo quella dell’evento stesso, ma quella desiderata da tutto il mondo della cucina e della gastronomia italiana, dai ristoratori ai consumatori, tra showcooking stellati, streetfood d’autore, mercati dedicati ai prodotti d’eccellenza del territorio, labstore di manufatturieri, incontri e laboratori, con al centro il meglio della cucina dello Stivale e dei prodotti dell’Emilia Romagna, nel clima spontaneo di una festa di strada.
E proprio dal meglio della cucina, e degli chef, parte questa edizione di Al Mèni: ai fornelli del circo 8 e ½ arrivano chef come Marco Ambrosino, che ha fatto della sua idea di Mediterraneo una bandiera inconfondibile, Stella Shi, italianissima, che distilla le sue origini in una interpretazione contemporanea degli ingredienti migliori, o ancora Jessica Rosval, Canadese, emiliana di adozione, chef che guida l’espressione di Casa Maria Luigia mescolando emozionalmente la sua cultura di origine e i migliori ingredienti italiani. Poi Giuseppe Rambaldi, che sta rivoluzionando il Piemonte con una cucina neoclassica poggiata sui migliori ricordi degli anni Ottanta gastronomici con un piede in Emilia e uno sulla testa dei Savoia, e Chiara Pavan, una delle figure di riferimento della cucina italiana contemporanea, nel silenzio di Mazzorbo, nella laguna veneziana, che ha tracciato una linea di cucina italiana che gioca sulle note più identitarie della nostra tradizione, reimpostandone le preparazioni dalle basi. Non poteva mancare una visione sulla tradizione come quella di Sarah Cicolini a Roma o una creatività libera come quella di Ziantoni forte di importanti e solide esperienze in Italia e all’estero, e Giorgio Servetto interprete eccellente di un territorio magico come Liguria, fra mare e montagna. Arriva anche Lorenzo Lunghi, in un racconto di influenze tra cucina francese e italiana, ma anche Giuliano Baldessarri, tra avanguardia e i migliori prodotti della penisola, e Antonio Zaccardi, che dopo anni accanto a Enrico Crippa, ha inaugurato una nuova stagione nella sua natale Puglia alla ricerca di una linea di cucina fresca e moderna in una regione dalle radici profonde. Infine, la triade del Giglio, che si è fatta amare più di chiunque altro fra i giovani di tutta Italia, Rullo, Stefanini e Terigi.
Come detto, però, ai fornelli uno spazio speciale lo avrà l’eccellenza romagnola: ecco che approdano ad Al Mèni grandi nomi della cucina regionale, da Gianluca Gorini a Stefano Ciotti, da Takahiko Kondo di Osteria Francescana, a Claudio Di Bernardo, da Emilio Barbieri a Mariano Guardianelli, da Luigi Sartini a Omar Casali, da Dario Picchiotti a Gianluca Esposito, fino ad Alessio Malaguti e Daniele Baruzzi. Il tutto, unito al vino, altro prodotto tradizionale della Regione, quelli dei produttori dell’associazione Chef to Chef, che unisce, per l’appunto, il meglio di chi produce e degli chef che interpretano il territorio, e della Strada dei vini e dei sapori di Rimini.
Essendo Al Mèni espressione della gastronomia italiana, quella più vera e sincera, non può mancare anche quest’anno l’amato spazio dedicato allo street food: curato dai sous chef di Osteria Francescana Davide e Taka, lo chef di Franceschetta58 Francesco Vincenzi e lo chef Silver Succi, offrirà tutte le specialità “da passeggio”, dal fritto ai panini. Ma non solo: sulla scena arriveranno anche i tanti chef stellati che, in questi anni, si sono avvicinati allo street food, da Riccardo Monco di Enoteca Pinchiorri, a Franco Pepe, pizzaiolo n. 1 d’Italia di Pepe in grani, da Alessandro Roscioli di Roscioli Roma, a Moreno Cedroni della Madonnina del Pescatore di Senigallia, da Alessandro Negrini di Aimo e Nadia Milano, a Max Mascia del San Domenico di Imola. Che saranno a Rimini per una jam session a sorpresa: i cuochi portano con sé solo le loro giacche bianche e i piatti vengono pensati al mattino seguendo l’ispirazione della spesa fatta dal padrone di casa, scegliendo fra i prodotti di alta qualità dei Presìdi Slow Food.
Tra i primi eventi ad andare in scena dopo i duri mesi del lockdown, Al Mèni si fa scenario della ripresa del viaggio fra le eccellenze gastronomiche emiliano-romagnole e fra prodotti che sono autentiche gemme del territorio più ricco d’Europa per Dop e Igp: torna così il mercato di Al Mèni, dove si potrà fare la spesa fra il ricco patrimonio gastronomico regionale, che va dal Parmigiano Reggiano, ai salumi di Mora Romagnola e alle coppe piacentine, il Culatello di Zibello, i Grani Antichi della Valmarecchia, insieme ai produttori di miele e frutta, di verdura e biscotteria. Con loro ci saranno i produttori del tartufo di Sant’Agata Feltria, il miele, il riso del Delta. Accanto al Mercato di Al Mèni ci sarà spazio per il labstore itinerante dell’artigianato, del design e delle buone idee. Uno spazio espositivo poliedrico che racchiude creatività, arte e ricerca, contraddistinte dal marchio FATTO A MANO.
Ancora spazio all’educazione ambientale, tema caro ad Al Mèni e al suo creatore, Massimo Bottura: con Slow Food Emilia Romagna si proverà ad immaginare nuovi scenari agricoli e gastronomici sostenibili, insomma il cibo che verrà nelle “Terre Future”. Quale sarà il nostro cibo di domani, quali scelte implicherà, ci piacerà? Sarà possibile scoprirlo incontrando scienziati ed esperti di ambiente e di cambiamenti climatici, oltre che allevatori e produttori, scoprendo e sperimentando nuovi cibi nei laboratori didattici. Inoltre, i manufatturieri di Matrioska portano ad Al Mèni illustrazioni, ceramiche, abbigliamento, accessori, arredi: tutto ciò che unisce innovazione, manualità e amore per il fare.

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