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Allegrini 2018
GUIDE E CRITICA

Sassicaia, Rubesco Vigna Monticchio, Solaia, I Sodi di San Niccolò: il top per “Gentleman”

L’incrocio delle guide del mensile “Gentleman” di “Milano Finanza” incorona Tenuta San Guido, Antinori, Lungarotti e Castellare di Castellina

Sono un vino toscano e un’etichetta umbra, rispettivamente Bolgheri Sassicaia 2017 (Tenuta San Guido) e Torgiano Rosso Rubesco Vigna Monticchio Riserva 2016 (Lungarotti), le eccellenze tra le eccellenze, ex aequo, nella “Top 100” dei migliori vini rossi italiani, stilata, come da tradizione, dal mensile “Gentleman” del gruppo “Milano Finanza”, che incrocia e somma i punteggi di sei delle più importanti guide italiane, Vini d’Italia (Gambero Rosso), I Vini di Veronelli, Bibenda (Fondazione Italiana Sommelier), Vitae (Associazione Italiana Sommelier), Annuario dei Migliori Vini Italiani (Luca Maroni) e la Guida Essenziale ai Vini d’Italia (Daniele Cernilli). Una classifica che su podio vede altre due grandi eccellenze del vino di Toscana, della Marchesi Antinori e di Castellare di Castellina: il Solaia 2017, prodotto con le più selezionate uve Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Sangiovese del vigneto Solaia nel cuore del Chianti Classico, ed I Sodi di San Niccolò 2016, orgoglio dell’azienda chiantigiana per aver dimostrato la grandezza del “Sangioveto” in blend con la Malvasia nera e non con vitigni internazionali. Quest’anno, ed è la prima volta che succede, sul podio della classifica ci sono gli stessi tre vini dell’anno precedente con inversione della rispettiva posizione fra il Rubesco Vigna Monticchio e il Solaia.
Al quarto posto l’Es 2018 di Gianfranco Fino, ad evidenziare uno dei fenomeni che caratterizzano l’edizione 2021 della graduatoria e cioè l’ascesa del Primitivo che si ritrova con due etichette nei primi dieci, essendo anche in sesta posizione col Raccontami 2018 di Vespa Vignaioli per Passione.
 La quinta piazza è suddivisa fra il Monteverro Toscana Rosso 2017 (Monteverro), prodotto nella tenuta che si trova ai piedi del borgo medievale di Capalbio, nella parte più meridionale della Maremma Toscana, e l’Aglianico del Vulture Superiore La Firma 2015, prodotto in Basilicata dalle Cantine del Notaio, di Rionero in Vulture. Non era mai successo che un Aglianico di questa zona arrivasse così in alto e che tra i primi 100 se ne piazzassero altri tre, l’anno scorso non ce n’era neanche uno.
In sesta piazza, oltre al Raccontami 2018, si trova l’Amarone della Valpolicella Classico 2016 di Allegrini. E’ il capofila di questa tipologia di vini veneti che vedono quest’anno cinque etichette fra i primi dieci classificati e ben nove in graduatoria. Al settimo posto, a rimarcare la preminenza della Toscana con 31 etichette rispetto alle 12 di Piemonte e Veneto, il Bolgheri Superiore Guado al Tasso 2017 (Tenuta Guado al Tasso, ancora di Antinori), insieme al marchigiano Kupra 2017 (Oasi degli Angeli).
In ottava posizione, oltre agli Amarone di Monte Zovo - Famiglia Cottini e di Pasqua Vigneti e Cantine, la prima etichetta siciliana, l’Etna Rosso Riserva Contrada Zottorinoto 2016 di Cottanera. Ancora tanti ex aequo alla posizione n. 9: dall’Amarone di Tedeschi al Barbera d’Asti Superiore Alfiera 2017 (Marchesi Alfieri), dal Tignanello 2017 (sempre di Antinori) al Maremma Toscana Baffonero di Rocca di Frassinello), al Rosso Piceno Superiore Roggio del Filare 2017 della griffe marchigiana Velenosi, oltre al primo campano in graduatoria, il Montevetrano 2018 di Montevetrano dell’azienda vinicola di San Cipriano Picentino, nel salernitano. In decima posizione, infine, insieme al Sant’Urbano 2016, il Gattinara Riserva 2015 di Travaglini.
La preminenza della Toscana è confermata anche dall’incrocio dei rating delle guide italiane e il voto dei critici stranieri, che e’ un’altra prerogativa delle classifiche di “Gentleman”. Infatti, prendendo in considerazione i primi 50 classificati della graduatori che risulta dei rating italiani, “Gentleman” verifica i punteggi assegnati dai più autorevoli critici e riviste internazionali, e cioè “Wine Spectator”, “The Wine Advocate”, James Suckling e “Vinous” di Antonio Galloni. Da questo incrocio di rating emerge che solamente 8 etichette su 50 hanno una valutazione da parte di almeno tre critici internazionali su quattro e sono tutti espressione proprio della Toscana. Si tratta, nell’ordine, di Solaia 2017 (Marchesi Antinori) e Bolgheri Sassicaia 2017 (Tenuta San Guido), Tignanello 2017 (Marchesi Antinori) e Bolgheri Superiore Guado al Tasso 2017 (Tenuta Guado al Tasso, ancora di Antinori), Maremma Toscana Baffonero 2017 (Rocca di Frassinello) e I Sodi di S. Niccolò 2016 (Castellare di Castellina), con, infine, Bolgheri Rosso Superiore Dedicato a Walter 2016 (Poggio al Tesoro di Allegrini) e Duemani 2017 (Duemani).

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