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SOLIDARIETÀ

Se i detenuti studiano da sommelier: il progetto by Ais Toscana e Casa Circondariale di Siena

“Vite Libera” è un percorso di formazione volto al reinserimento sociale di chi è in carcere
Ais Toscana, CARCERI, casa circondariale Siena, FORMAZIONE, SOMMELIER, Italia
Nasce a Siena un corso di formazione per i detenuti che vogliono diventare sommelier

Offrire ai detenuti la possibilità di studiare e formarsi in vista di un futuro reinserimento sociale e professionale, attraverso il vino: è questo l’obiettivo del progetto “Vite Libera”, promosso da Ais Toscana e Casa Circondariale Santo Spirito di Siena. Si tratta di un percorso di formazione professionale nel campo della sommellerie, articolato in tre livelli, da svolgersi in tempi compatti, ma compatibili con le tempistiche e le dinamiche della struttura carceraria, con lo scopo di ottenere l’attestato di Sommelier dell’Associazione Italiana Sommelier. Le lezioni inizieranno il 19 gennaio e si concluderanno il 24 giugno, con la consegna degli attestati ai detenuti.
Il progetto prevede lo sviluppo concentrato dei tre livelli del corso da sommelier secondo le linee guida dell’Ais, con eventuale adattamento didattico al contesto. Durante il corso, che prevede 25 lezioni e una prova scritta e una prova orale, saranno sviluppati molti temi, tra cui la cantina del ristorante, la carta dei vini, le temperature di servizio del vino, le pratiche di servizio, lezioni sulla viticoltura, sulla produzione del vino, sulla tecnica di degustazione dei vini, degli spumanti, dei distillati, delle birre, per poi addentrarsi nulla legislazione del vino e sulla conoscenza della produzione del vini in Italia e nel mondo. Le ultime lezioni saranno dedicate all’analisi sensoriale cibo-vino e alla tecnica di abbinamento, per concludersi con la prova orale finale. 
“Oggi -  spiega Graziano Puja, direttore Casa Circondariale Santo Spirito di Siena - presentiamo con orgoglio un progetto che completa, a livello regionale, l’esperienza avviata oltre 15 anni fa sull’isola di Gorgona, dove il lavoro dei detenuti ha dato vita a un vino unico. Al Santo Spirito, il percorso formativo permetterà ai detenuti di conseguire l’attestato professionale di sommelier, offrendo loro nuove opportunità lavorative e contribuendo alla diffusione della cultura del vino.
“Il progetto “Vite Libera” rappresenta un esempio concreto di come la formazione e la cultura possano diventare strumenti autentici di inclusione e di riscatto sociale - afferma Nicoletta Fabio, sindaco di Siena - il carcere non deve essere soltanto un luogo di detenzione, ma anche uno spazio in cui costruire nuove opportunità e restituire dignità e futuro alle persone. Come amministrazione comunale sosteniamo con convinzione iniziative che favoriscono il reinserimento lavorativo e sociale dei detenuti, perché una comunità è più forte quando non lascia indietro nessuno”.

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