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ALLARME

Senza lavoratori stagionali extracomunitari a rischio la vendemmia e la raccolta di frutta e olive

Prandini (Coldiretti) scrive al Ministro dell’Interno Lamorgese: serve proroga, da manodopera straniera dipende il 25% del made in Italy a tavola
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Allarme manodopera

La mancata proroga dei permessi di soggiorno ai lavoratori stagionali extracomunitari già presenti in Italia mette a rischio la vendemmia, la raccolta della frutta e degli ortaggi e persino quella delle olive, con le imprese del settore primario che rischiano di trovarsi a ranghi ridotti in un momento delicatissimo della stagione, proprio mentre si discute l’ipotesi di introdurre il Green Pass sui luoghi di lavoro. A lanciare l’allarme è il presidente Coldiretti, Ettore Prandini, che ha scritto una lettera al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese per chiedere un intervento immediato, capace di dare risposte alle esigenze delle aziende agricole, per le quali il momento della raccolta rappresenta il frutto di investimenti economicamente rilevanti dell’intera annata agraria che per nessun motivo possono andare perduti. Da qui la necessità di prorogare - spiega Prandini - i permessi di soggiorno scaduti lo scorso 31 luglio, almeno fino al 31 dicembre 2021, per evitare che molti lavoratori siano costretti a tornare nel loro Paese. Si tratta di operai agricoli stagionali qualificati che, ormai da anni, sono impiegati nei campi del Belpaese, tanto da essere diventati indispensabili per l’attività di molte aziende, con cui in molti casi sono nati rapporti di amicizia.

Ma per rassicurare il sistema produttivo - continua Prandini nella missiva alla Lamorgese - è importante anche anticipare la pubblicazione del decreto flussi per il 2021 che possa consentire già dai primi di settembre la presentazione sia delle istanze per lavoro stagionale che le richieste di conversione dei permessi stagionali. Due provvedimenti necessari - ricorda Prandini - anche per evitare il rischio dell’infiltrazione nel mercato del lavoro agricolo di persone senza scrupoli che potrebbero sfruttare la difficoltà delle aziende, anche approfittando dei problemi causati dalla pandemia. A livello nazionale viene ottenuto da mani straniere più di un quarto del made in Italy a tavola, con 368.000 lavoratori provenienti da 155 Paesi diversi, che hanno trovato regolarmente occupazione in agricoltura, fornendo il 29% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore, secondo il Dossier di Idos al quale ha collaborato la Coldiretti.
Ma per salvare le produzioni made in Italy occorre anche dare la possibilità a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani di poter lavorare nei campi attraverso una radicale semplificazione del voucher “agricolo”, ricorda ancora la Coldiretti.
Un provvedimento che interesserebbe almeno 25.000 italiani in un momento in cui tanti lavoratori sono in cassa integrazione e le fasce più deboli della popolazione sono in difficoltà. Con appena lo 0,3% degli infortuni da Covid 19 che hanno interessato il settore dell’agricoltura, il lavoro in campagna - conclude Coldiretti - è peraltro è il più sicuro grazie all’attività all’aperto e alla possibilità di mantenere le distanze anti contagio.

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