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Sette / Corriere Della Sera

Mick Jagger a tutto volume tra i vigneti bio e le Cunturines … È grazie alle piccole produzioni d’eccellenza che resta altissima nel mondo l’immagine enologica italiana, che sul piano della quantità non ha più nulla da invidiare a nessun altro Paese al mondo, dopo aver conquistato il primato nel 2016 con una produzione complessiva di 48,8 milioni di ettolitri, a fronte di una Francia che si è fermata al secondo posto con 41 9 milioni di ettolitri di produzione. La passione per i vini naturali, e in particolare per il vino biodinamico, si alimenta anche di personaggi, e sono parecchi i tipi strani che operano in questi settori di nicchia. Il vicentino Gianfranco Masiero, per esempio, quando vendemmia sparge tra i filari gli altoparlanti di un impianto di diffusione e spara la musica dei Rolling Stones a tutto volume, convinto che anche il rock di Mick Jagger faccia bene alla qualità finale dei vini. Masiero ha parlato ampiamente di questo e degli altri suoi segreti in una degustazione speciale che si è tenuta nella cantina dell’hotel Ciasa Salares di San Cassiano, dove il figlio dei proprietari Clemens Wieser ama stappare le migliori bottiglie biodinamiche. L’albergo sotto le splendide Cunturines è stato teatro, il 26 marzo, di una grande festa non stop The Roots of exceltence, che ha ospitato produttori particolari di cibi e vini.

Non basta solo il corno - letame ci vogliono le anfore caucasiche … Un personaggio di prim’ordine della cultura enologica alternativa è sicuramente Francesco Gravner di Oslavia, che ha ereditato una tenuta gioiello sulle colline friulane del Collio, al confine con la Slovenia. L’idea vincente di Gravner, aldilà dell’adesione all’agricoltura biodinamica, è stata quella di chiudere per sempre con tutti gli eccessi di tecnicismo dell’enologia contemporanea e di abbandonare persino le botti per la barriques per ricominciare a produrre il vino nelle anfore, come si è fatto per cinquemila anni. Dove poi sia andato Gravner, di preciso, a trovare questi splendidi vasi in cui maturano i suoi eccellenti vini, resta un po’ avvolto nel mistero: si sa solo che sono anfore antiche di origine caucasica. A causa di scelte insolite che sono erroneamente considerate vere e proprie irregolarità, talvolta i vignaioli biodinamici finiscono nel mirino della burocrazia, com’è capitato qualche anno fa a Stefano Bellotti di Cascina degli Ulivi a Novi Ligure, celebre per aver riscoperto il Timorasso, che è stato multato per aver piantato degli alberi di pesco in mezzo alle viti, oltre ad aver subito sequestri per una querelle sulle etichette. Ma già la base della pratica steineriana di usare i cornoletame e i cornosilicio, che stanno a marcire sotto terra tra l’autunno e Pasqua e poi vengono dissotterrati e utilizzati durante le lavorazioni, fa storcere il naso a molti.

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