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LO SCENARIO

Stallo politico, il mondo del vino dice basta. Abbona (Uiv): “serve un esecutivo ed un ministro”

Il presidente di Unione Italiana Vini (Uiv) chiede una svolta: “settore paga l'inerzia del Governo su ristori, enoteche, promozione e sostenibilità”
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Il presidente di Unione Italiana Vini Ernesto Abbona

Il mondo del vino italiano tiene duro ma non può continuare a fare i conti con lo stallo della politica in un momento del genere, pieno di incertezze e sofferenze. Tradotto, serve al più presto un Ministro dell’agricoltura, posto lasciato vacante dopo l’addio di Teresa Bellanova, e formalmente coperto ad interim, dal dimissionario Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. A lanciare l’allarme è il presidente di Unione italiana vini (Uiv) Ernesto Abbona, in riferimento all’impasse politico che sta privando il dicastero dell’Agricoltura della guida del settore.
“Il vino italiano - commenta Abbona - si sta reggendo esclusivamente con le forze degli imprenditori, ma ci sono ormai troppi nodi politici irrisolti che stanno venendo al pettine. Serve un esecutivo e un ministro per rimettere il settore sui binari del rilancio, per dare seguito alle norme e tradurle in azioni concrete per le imprese. Ristori inevasi, Dpcm sulla chiusura anticipata delle enoteche, decreto Sostenibilità, Promozione, sono i principali dossier inerti che stanno fortemente penalizzando i produttori”. Secondo l’associazione che rappresenta più di 150.000 viticoltori e l’85% dell’export del vino italiano, lo stallo sta penalizzando su più fronti le aziende già in difficoltà. A partire dai pagamenti dei ristori su contributi regionali alla distillazione, riduzione delle rese e stoccaggio dei vini di qualità (50 milioni di euro), a oggi del tutto inevasi da Agea nonostante la scadenza fissata al 31 dicembre 2020. Un’altra vittima della crisi di Governo che affligge indirettamente i produttori “è il maldestro Dpcm che obbliga alla chiusura anticipata (alle 18), le enoteche e i negozi specializzati. Un danno, stimato dall’Associazione Vinarius che ancora non ha avuto risposta sulla ratio del decreto, del 30% sul fatturato giornaliero”.
Nel mirino anche gli strumenti di rilancio che restano bloccati. Uiv fa riferimento al decreto attuativo sulla sostenibilità, la cui approvazione “era stata annunciata invano entro gennaio, o alle risorse legate alla promozione di un settore che rende al Paese una bilancia commerciale attiva di circa sei miliardi di euro ogni anno.
Anche in questo contesto - osserva Uiv - lo stallo politico e decisionale non ha consentito una riflessione più ampia sulle priorità di politica vitivinicola in merito a una diversa rimodulazione del Piano nazionale di sostegno 2021, portando a tagli lineari per 15 milioni di euro su tutte le misure senza un confronto preliminare con un comparto che chiede, invece, a gran voce maggiori risorse per la promozione per il rilancio dell’export”.

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