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VINO E ECONOMIA

Tenuta Liliana, la share company del Salento che apre all’azionariato popolare

La cantina fondata da Antonio Intiglietta conta 10 partner e ne attende altri 16 da tutto il mondo. Via alla campagna di crowdfunding su CrowdFundMe

Un po’ sharing economy, un po’ finanza: è una strategia originale quella intrapresa da Tenuta Liliana, cantina del Salento che guarda al crowdfunding per crescere su un mercato sul quale, in effetti, si è appena affacciata, con le prime 7.000 bottiglie prodotte dalla vendemmia 2021. Oggi, l’azienda “è una share company di 10 partner, cui se ne aggiungeranno altri 16 entro la fine dell’anno, provenienti da Stati Uniti, Europa, Asia e Italia”, spiega il fondatore Antonio Intiglietta, che ha aperto la compagine sociale all’azionariato popolare con una campagna di crowdfunding, su CrowdFundMe, l’unica piattaforma di Crowdinvesting quotata a Piazza Affari.

Ogni azionista, con una sottoscrizione libera a partire dalla soglia minima di 250 euro, potrà partecipare agli utili di esercizio dell’azienda, ottenere uno sconto sull’acquisto delle bottiglie di Tenuta Liliana, prendere parte alla vendita delle 1.000 bottiglie dell’edizione limitata del vino “Ladame” 2021, condividere l’esperienza esclusiva di visite in cantina e degustazioni, comprese le annate storiche che arricchiranno il patrimonio della tenuta. “La condivisione è da sempre la chiave di volta del nostro progetto”, dice ancora Antonio Intiglietta. “Oggi Tenuta Liliana punta alla produzione di un Cabernet Sauvignon unico e di eccellenza in uno dei territori più belli del nostro Paese, e la campagna di crowdfunding è un nuovo tassello che mira a rendere ancora più protagonisti gli amanti della nostra proposta che in questi anni si sono interessati al progetto e a tutti quelli che vorranno contribuire alla rigenerazione agricola del Salento”.

I vigneti di Tenuta Liliana, nei terroir selezionati dal francese Pierre Marie Guillaime, leader mondiale nel mercato delle barbatelle, e dall’enologo Andrea Fattizzo, arrivano fino ai duecento metri dal livello del mare, e oggi arrivano a 12,5 ettari, in quattro differenti zone destinate alla produzione di Cabernet Sauvignon. Il risultato sono quattro tipologie di vino biologico, in grado di esprimere i differenti terroir con lo stesso vitigno, declinato con differenze di carattere geologico e climatico. Nel 2021 sono state prodotte le prime 7.000 bottiglie, mentre a partire dal 2025 la produzione sarà limitata a 75.000 bottiglie annue, cui si aggiungeranno 4.000 bottiglie di un orange wine. La cantina, di nuova realizzazione, è stata ricavata all’interno di una ex cava di tufo, bonificata e completamente rigenerata, dove trovano posto le migliori tecnologie di cantina.

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