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FINE WINES

Tenuta San Guido e Produttori del Barbaresco, i “campioni” del 2025 sul Liv-Ex

Sassicaia n. 1 per valori scambiati (in Top 10 il Monfortino di Conterno), bene il Tignanello di Antinori e il Barbaresco della cooperativa per volumi
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I “campioni” del 2025 sul Liv-Ex: Tenuta San Guido, Produttori del Barbaresco e non solo

La griffe-icona di Bolgheri, il Sassicaia della Tenuta San Guido, ed uno dei prodotti simbolo delle Langhe, il Barbaresco, firmato da uno dei massimi esempi della cooperazione virtuosa e di qualità del vino made in Italy, come Produttori del Barbaresco: sono i “campionissimi”, il primo per valore movimentato, il secondo per volumi di scambio, del 2025 del Liv-Ex. Un anno complesso e ancora negativo, in generale, per il mercato secondario dei fine wines sulla più celebre piattaforma dedicata, come analizzato da WineNews, ma che, negli ultimi tre mesi, ha dato segnali positivi che fanno ben sperare. E dai quali emergono spunti interessanti. A partire dal riaffermarsi di quel concetto del vino di qualità come “lusso accessibile”, che ha, appunto, premiato molti vini italiani.
Guardando alla lista dei “Top 10 wine trade by value in 2025”, e cioè i vini che hanno mosso più valore, in testa c’è proprio il Sassicaia 2020, con l’ultimo prezzo di vendita fissato a 183,3 euro a bottiglia, e con la Tenuta San Guido che prende anche la posizione n. 8 con l’annata 2022 (182,8 euro), ed al n. 10 con la 2021 (231 euro), e che sono, di fatto, i prezzi più “abbordabili” dei 10 vini in lista. Dove figura anche un’altra icona del vino italiano, il Barolo Monfortino Riserva 2019 di Giacomo Conterno (632 euro l’ultimo prezzo a bottiglia di scambio), in un “lotto” che vede ben quattro annate di Château Lafite Rothschild (2018, 2020, 2021 e 2022), ed i simboli di California, Screaming Eagle, con il suo Cabernet Sauvignon (con l’ultimo prezzo trattato a bottiglia che è nettamente il più alto in assoluto, a 1.629 euro), e Opus One 2021.
E se il Sassicaia 2020 figura anche nella lista dei vini più scambiati in volume, al top assoluto, come detto, c’è il Barbaresco 2021 di Produttori del Barbaresco (18,2 euro a bottiglia l’ultimo prezzo di scambio), in compagnia di un’altra eccellenza del vino italiano, il Tignanello 2022, uno dei gioielli di casa Antinori (96 euro a bottiglia l’ultimo prezzo trattato), in un elenco completato da vini firmati da cantine come Domaines Leflaive, Domaine Tempier, Château Pitevin, Château Lynch Bages, Pol Roger e Vega Sicilia, con quotazioni che oscillano tra 21 e 66 euro a bottiglia come ultimo prezzo trattato.
“Primati”, quelli di Tenuta San Guido e Produttori del Barbaresco, che, peraltro, si aggiungono a quello del Barolo Le Rocche del Falletto Riserva 2014 di Bruno Giacosa, che, con un +62,5%, è stato il vino migliore in assoluto per rivalutazione, sia dell’Italy 100 (indice di cui fanno parte il Barolo di Bartolo Mascarello di tutte le annate dalla 2011 alla 2020, così come del Barbaresco di Gaja, il Barolo Monfortino Riserva di Giacomo Conterno, annate 2001, 2002, 2004, 2005, 2006, 2008, 2010, 2013, 2014 e 2015, il Barolo Le Rocche del Falletto Riserva di Bruno Giacosa 2000, 2001, 2004, 2007, 2008, 2011, 2012, 2014, 2016 e 2017, e, ancora, tutte le annate dalla 2012 alla 2021 del Sassicaia della Tenuta San Guido, di Solaia e Tignanello di Marchesi Antinori, e di Ornellaia e Masseto del Gruppo Frescobaldi, oltre al 100% Sangiovese Toscana Igt di Soldera Case Basse delle annate dalla 2009 alla 2019, ad esclusione della 2010), che del Liv-Ex 1000.
E, d’altronde, la tendenza del mercato e dei collezionisti di puntare su vini di qualità, ma a costi più accessibili del recente passato, è testimoniata sia dai forti ribassi registrati nelle ultime campagne en primeur di Bordeaux, sia dall’analisi 2025 del Liv-Ex 1000, l’indice più ampio della piattaforma, che, a fronte di un numero di etichette e singole annate in linea con la media degli ultimi cinque anni, ha visto un prezzo medio a cassa scambiata diminuito del 12,6%, con un aumento degli scambi, dunque, per vini di fascia di prezzo più bassa. E, più in generale, guardando a tutta la piattaforma Liv-Ex, emerge che, nel 2025, il risultato complessivo è che il valore totale degli scambi è in calo del 5% sul 2024, mentre i volumi di scambio sono superiori del 8,7%.
Tra gli altri trend evidenziati dal Liv-Ex, la crescita del mercato europeo rispetto a quello americano, penalizzato evidentemente dalle notizie prima e dall’applicazione dei dazi poi imposti dal presidente Usa Donald Trump: il valore degli acquisti da parte di acquirenti americani è sceso del 43,6% sul 2024, con gli acquirenti Uk che hanno contenuto il ribasso intorno al 7%, mentre gli acquisti “europei” sono aumentanti in valore del 48,2% sul 2024, con i vini toscani tra i principali beneficiari, con acquisti dall’Europa in crescita del 103,9% sul 2024.

“Il 2025 è stato un vero e proprio ottovolante per il mercato dei vini pregiati. Dopo l’introduzione dei dazi e una campagna en primeur di Bordeaux poco riuscita - commenta Tom Burchfield, Head of Market Intelligence Liv-Ex - le prospettive a giugno 2025 erano piuttosto cupe. Tuttavia, nella seconda metà dell’anno, hanno iniziato ad emergere segnali di ripresa, con i principali indici Liv-Ex che hanno trovato una certa stabilità. Dopo tre anni consecutivi di costante calo, questa è stata una notizia positiva. All’inizio 2026 si percepisce che il mercato stia iniziando a svoltare: il sentiment nel mercato asiatico è migliorato, mentre gli acquisti europei sono aumentati del 50% sullo scorso anno, colmando gran parte del vuoto lasciato dal ritiro degli Stati Uniti. Se questi segnali incoraggianti continueranno a consolidarsi nella prima metà dell’anno, potremmo finalmente dichiarare che il mercato è entrato in una fase di ripresa”.

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