TG LA7 del 26 giugno 2026 online
Esperto sull’emergenza nei vigneti … L’ondata di caldo che da almeno due settimane opprime l’Europa non si misura solo in record termici e bollettini sanitari: nelle campagne - in Italia, in Francia e nelle altre regioni vinicole del Mediterraneo - cresce la preoccupazione per le vigne. Temperature sopra i 35-38C, con notti che non scendono mai sotto i 25C, stanno mettendo a dura prova le piante in una fase delicata della stagione, quella che precede l'invaiatura. “Per i vigneti non ancora emergenza, ma dipende quanto dura ancora questo caldo anomalo - spiega a WineNews Leonardo Valenti, docente di viticoltura all’Università di Milano e tra i più importanti esperti italiani - per adesso non ho rilevato problematiche legate allo stress, vedremo nei prossimi 7-10 giorni cosa succede. Per fortuna la primavera stata buona, nel senso che è piovuto abbastanza, e a livello di suolo c’è una buona idratazione. Adesso c’è da fare relativamente poco: sicuramente non si deve eliminare la vegetazione, in questo modo la pianta gode della protezione delle foglie, che servono un pochino a mitigare le temperature estreme che stiamo raggiungendo. Come sempre non abbiamo messo in pratica quelle politiche che potevano essere utili, come la copertura delle uve con reti o con altri sistemi, e quindi andiamo incontro a quelle che sono le problematiche dell’annata. In ogni caso il problema attualmente più del Centro-Nord che del Sud”.
A WineNews Leonardo Valenti usa parola rassicuranti sugli effetti del caldo record di questi giorni sui vigneti: “per adesso non ho visto in giro problematiche legate allo stress. Certo, se continua così, più avanti potrebbe saltare fuori qualcosa, ma per ora aspettiamo qualche giorno a parlare di emergenza vera e propria. A livello di suolo c’è una buona idratazione (tranne in terreni estremi, come quelli ricchissimi di sabbia): se adesso facciamo un buco in terra, con la neve che venuta in inverno e con la pioggia che caduta in primavera, i terreni sono ancora sufficientemente dotati di idratazione”.
“Da fare c’è relativamente poco - continua Valenti - nel senso che c’è sempre una difesa attiva e una passiva. Sicuramente non si deve eliminare la vegetazione, in modo che la pianta rimanga coperta e abbia una protezione dalle foglie, che servono un pochino a mitigare quelle che sono le temperature estreme che stiamo raggiungendo. Il problema secondo me è più quasi del Centro-Nord che del Sud, almeno per quello che ho visto io: per esempio in Basilicata la settimana scorsa non c’era niente da rilevare, anche se faceva molto caldo. La questione sempre la stessa, non abbiamo ancora messo in pratica quelle politiche che potevano servire, come la copertura delle uve con reti o con altri sistemi, e quindi andiamo incontro a quelle che sono le problematiche dell’annata. La vite con queste temperature tende a bloccarsi e non fa pi fotosintesi, quindi rimane quiescente, aspettando momenti migliori. Dipende quanto dura ancora questa situazione: anche se andasse avanti ancora qualche giorno - pare che dall’inizio della prossima settimana ci saranno dei cambiamenti nel meteo - torneremo in una condizione di normalità e a quel punto non ci sarebbero pi problemi. Come per tutte le cose, c’è un limite oltre cui non si può andare. Ancora non si raggiunto quel limite, per, se continuasse così - e io spero ardentemente di no - potremmo avere problemi. Ma se ne può parlare tra una decina di giorni” conclude Valenti.
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