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SPORT E TERRITORI

Tra vino e ciclismo, tra Giro d’Italia e Brunello, nel segno della passione e dell’eccellenza

Presentata la “Brunello Wine Stage”, di scena il 19 maggio, tra le strade bianche ed i vigneti che fanno bella e grande Montalcino
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Brunello e Giro d'Italia, il brindisi tra Francesco Moser, Fabrizio Bindocci e Davide Cassani

Se “nella dieta di uno sportivo o di un ciclista professionista un calice di vino buono, ma non di più ...”, ci può ben stare, come detto a WineNews dal Ct della Nazionale di Ciclismo Davide Cassani, a maggior ragione sta bene una tappa del Giro d’Italia nei territori del vino. Come avviene da qualche anno, in un rito che nel 2021 si ripete con la “Brunello Wine Stage”, trappa enoica di questa edizione, di scena il 19 maggio con partenza da Perugia e arrivo a Montalcino, dopo che la carovana avrà solcato le mitiche strade bianche che, insieme alle vigne, disegnano il territorio, presentata oggi alla presenza dello stesso Cassani, del Presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino Fabrizio Bindocci, di Francesco Moser, icona vivente del ciclismo italiano, “Lo Sceriffo”, campione del mondo su strada e su pista, vincitore del Giro d’Italia nel 1984 e di tantissime Classiche (e oggi produttore, con i figli, di ottime bollicine in Trentino, con la cantina Moser) e di Mauro Vegni, direttore del Giro d’Italia.
Un ritorno, quello del Giro d’Italia a Montalcino, che riporta le lancette del tempo indietro di 11 anni. E precisamente all’edizione n. 93 del Giro d’Italia quando dopo 220 km tra strade bianche “inzuppate” e maglie ricoperte di fango, la faccia con i segni della fatica di Cadel Evans, all’epoca campione del mondo, splendido vincitore con le braccia al cielo al traguardo, fece capire al mondo l’impresa ottenuta. Evans ingaggiò una sfida mozzafiato con un altro big del ciclismo, Damiano Cunego, e Vinokourov strappò la maglia rosa allo “Squalo” Vincenzo Nibali. Emozioni ancora oggi indelebili e che fecero il giro del mondo “consacrando”, forse definitivamente, il legame tra lo sport nobile per eccellenza, il ciclismo, e i grandi terroir del vino. Senza dimenticare il 1987, quando primo al traguardo fu Moreno Argentin. Due leggende del ciclismo, entrambi Campioni del Mondo. A Montalcino il Giro mancava da 11 anni (2010) a Siena (da cui ripartirà il giorno dopo da Piazza del Campo) addirittura da 35 anni (1986), grazie all’impegno del Consorzio del Brunello di Montalcino ed al lavoro congiunto dei Comuni di Montalcino e di Siena.
“Come agricoltori e produttori di vino troviamo molte analogie tra noi e il mondo del ciclismo: entrambi esprimiamo e suscitiamo passione, condividiamo fatica, pazienza e talento. E i risultati sono direttamente proporzionali a questi ingredienti. Per questo - spiega il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci - per noi è una gioia e un onore poter ospitare la wine stage 2021, al di là delle evidenti opportunità legate alla promozione integrata del territorio che l’evento è in grado di creare. Ancor più significativo è il messaggio di coraggio che il mondo del vino, assieme ai territori di Montalcino e Siena, ha voluto dare con la sua presenza attiva a un evento che unisce anche in questo il momento particolarmente complesso”.
“Quella di Montalcino sarà una tappa veramente impegnativa - ha detto Cassani - negli ultimi 70 km 35 saranno di strade bianche e l’imprevisto, come una foratura, potrebbe arrivare da un momento all’altro. Sarà una delle Tappe più belle e affascinanti del Giro”, come sottolineato anche da Francesco Moser, secondo il quale le strade bianche “che si avvicinano alla Roubaix: tra cadute, incidenti e forature l’imprevisto è dietro la porta”.
“La Brunello Wine Stage racconta di tante eccellenze, non solo quelle legate al Brunello, ma anche ad una delle zone più belle d’Italia - ha aggiunto Mauro Vegni, direttore del Giro d’Italia - c’è tanto di cui raccontare: paesaggistica, arte e poi sport e bicicletta. È una Tappa che porta con sé tanti valori e ben disegnata, la parte più interessante è quella coi tratti di sterrato. Sarà particolare per gli atleti, avere all’interno di questo Giro delle strade sterrate è sicuramente qualcosa di apprezzabile. Montalcino nel 2010 fu la Tappa, ciclisticamente parlando, più visitata dagli utenti, rappresentò una novità e fu apprezzata. Questo percorso penso possa rilanciare anche quel turismo fatto di biciclette e di strade sterrate”.

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