Il settore turistico si conferma una delle colonne portanti dell’economia italiana, capace di generare valore, occupazione e nuove opportunità di investimento su tutto il territorio nazionale. Nel 2025, l’andamento positivo del comparto ha avuto un impatto significativo sia sull’offerta tradizionale che su quella extra-alberghiera, con una crescita sostenuta delle strutture alternative rispetto agli alberghi (+7,4% a settembre), favorita da permanenze più lunghe e da una domanda internazionale in costante aumento. In particolare, il turismo enogastronomico rappresenta oggi una delle principali leve di attrazione per viaggiatori italiani e stranieri.È quanto emerge a Tirreno C.T. e Balnearia (Carrara, 1-4 marzo), eventi che mettono al centro il settore del turismo e dell’ospitalità. Il 2025 si conferma un anno record per il turismo in Italia, con quasi 480 milioni di presenze (+2,3%) e oltre 146 milioni di arrivi, posizionando il Paese al vertice in Europa. Il settore, trainato da visitatori stranieri (oltre il 55% del totale), specialmente da Regno Unito, Usa e Germania, ha un forte impatto sul Pil, stimato a 237,4 miliardi di euro, generando il 13,2% dell’occupazione.
Le destinazioni che hanno fatto da traino al turismo italiano sono state le città d’arte, nel Nord Italia, con le regioni montane come Valle d'Aosta e Trentino, e al Sud Basilicata e Abruzzo. Le strutture extra-alberghiere hanno mostrato una crescita più sostenuta rispetto agli alberghi (+7,4% a settembre 2025), con permanenze più lunghe. Il 2025 ha visto una forte ripresa del turismo internazionale, specialmente straniero, che ha compensato il calo della clientela italiana negli alberghi nel primo trimestre.Nonostante il boom generale, si è registrata una contrazione del 20-30% delle presenze negli stabilimenti balneari in alcune aree durante l’estate, mentre il settore montano ha mostrato tendenze positive.
Il turismo enogastronomico si conferma per l’Italia un potente fattore di attrazione, sia per viaggiatori nazionali che internazionali. Il settore coinvolge circa il 58% dei turisti, attratti dall’autenticità dei prodotti tipici e delle tradizioni culinarie. Regioni come Toscana, Piemonte ed Emilia-Romagna sono particolarmente apprezzate grazie a itinerari del vino, eventi e festival. I turisti enogastronomici spendono di più e prediligono esperienze immersive in agriturismi e cantine. Una quota significativa di questi visitatori proviene dall’estero, soprattutto da Germania, Stati Uniti e Francia, e cerca esperienze dirette come degustazioni, corsi di cucina e visite guidate. Questa tendenza contribuisce alla valorizzazione delle aree rurali e favorisce la destagionalizzazione, promuovendo una crescita economica diffusa.
Per quanto riguarda nello specifico la Toscana, il turismo nel 2025 mostra una crescita lenta (+1,1% presenze stimate), sostenuta quasi esclusivamente dagli stranieri, mentre cala la domanda interna (-4,5%). Le città d’arte come Firenze brillano (+10,5%), ma le coste (-6%) soffrono. Il settore punta su sostenibilità e innovazione. In generale dopo un inizio dell’anno difficile, il 2025 ha chiuso in crescita grazie all’incremento soprattutto del turismo straniero (Usa, Germania, Francia, ma anche Brasile e Cina). Il 2025 è stato un anno di transizione per il turismo toscano, che deve bilanciare l’alta affluenza internazionale nelle città con la necessità di rendere competitive le località balneari e rurali per il mercato italiano.
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