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POLITICA INTERNAZIONALE

Ucraina e Russia estendono di 120 giorni l’accordo per il commercio del grano attraverso il Mar Nero

La conferma, su Twitter, prima dal Presidente ucraino Zelensky, poi da Mosca. Il plauso dall’Onu ai vertici del Governo europeo
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Il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky (credit: Ansa)

Dopo le tensioni dei giorni scorsi, con la Russia che, una volta ritirate le proprie truppe da Kherson, ha sganciato sull’Ucraina più di 100 missili in un solo giorno, arriva una buona notizia sull’asse Kiev-Mosca: l’accordo che consente all’Ucraina di esportare il suo grano in tutto il mondo, attraverso il Mar Nero, è stato prorogato di 120 giorni. Lo ha annunciato, in un tweet, il Ministro delle Infrastrutture ucraino, Oleksandr Kubrakov, cui è seguito, a poca distanza, quello del Presidente Volodymyr Zelensky, che ha aggiunto: “l’Ucraina, insieme al Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres e al Presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha preso una decisione chiave nella lotta globale contro la crisi alimentare. In attesa dell’annuncio ufficiale dai partner, Turchia e Onu”.

Conferma arrivata quasi subito, prima dal fronte turco, con Erdogan che ha sottolineato come “oltre 11 milioni di tonnellate di grano e altri prodotti alimentari sono state esportate dai porti ucraini da quando è stato trovato l’accordo, durante l’estate tra Ankara, Kiev, Mosca e Onu”; quindi dal fronte Onu, con una nota del Segretario Generale Antonio Guterres, inviata a Istanbul, alla sede del Centro congiunto di coordinamento (Jcc), che sovrintende il rispetto dei termini dell’accordo. Dopo aver lodato lo sblocco dell’export ucraino, l’Onu, scrive Guterres, è sempre “pienamente impegnato a rimuovere gli ostacoli che impediscono le esportazioni di prodotti agricoli e fertilizzanti della Federazione russa”.

Mosca, quindi, ha confermato il rinnovo dell’accordo sull’esportazione di grano dai porti ucraini - “senza modifiche” - con una nota del Ministero degli Esteri che ha sottolineato come l’intesa, firmata il 22 luglio e in scadenza domani, “prevede una proroga tecnica di altri 120 giorni salvo eventuali opposizioni. Nessuna obiezione di questo tipo è stata sollevata”, e quindi l’accordo è stato rinnovato “senza modificarne i tempi o la portata”.

Da registrare, tra le tante reazioni, il plauso arrivato dai vertici della UE, con il Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, e la Presidente della Commissione, Ursula von der Leyene, che hanno celebrato, anche loro su Twitter, la proroga dell’accordo per l’export del grano ucraino attraverso il Mar Nero. “Accolgo con favore l’estensione dell’iniziativa sul grano del Mar Nero. Con 10 milioni di tonnellate di grano già esportate nell’ambito di questa iniziativa dall’Ucraina, rappresenta una buona notizia per un mondo che ha un disperato bisogno di accesso a grano e fertilizzanti”, ha scritto Michel, lodando i continui sforzi dell’Onu e del segretario generale, Antonio Guterres. Von der Leyen ha ringraziato anche il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, per il suo ruolo: “Mi congratulo con Antonio Guterres e il presidente Erdogan per l’accordo sulla prosecuzione dell’Iniziativa per i cereali del Mar Nero. Insieme alle Corsie di solidarietà dell’Ue, contribuisce ad evitare carenze alimentari globali e ad abbassare i prezzi dei prodotti alimentari nonostante la guerra della Russia”, ha twittato la leader dell’esecutivo europeo.

Focus - La reazione della Coldiretti

La proroga dell’accordo sul grano significa per l’Italia il via libera all’arrivo dall’Ucraina di quasi 1,2 miliardi di chili all’anno di grano tenero e olio di girasole e mais. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sugli effetti della decisione di proseguire per almeno altri 120 giorni l’accordo raggiunto per assicurare i traffici commerciali nei porti del Mar Nero. L’accordo, sottolinea la Coldiretti, e’ importante soprattutto per la forniture di mais alle stalle italiane in una situazione in cui i costi di produzione sono cresciuti del 57% secondo il Crea, mettendo in ginocchio gli allevatori.

L’Ucraina infatti con una quota di poco superiore al 13% per un totale di 785 milioni di chili, e’ il secondo fornitore di mais dell’Italia, costretta ad importare la meta’ del proprio fabbisogno. L’Ucraina, invece, garantisce il 3% dell’import nazionale di grano (122 milioni di chili), mentre sono pari 260 milioni i chili di olio di girasole in arrivo. Lo sblocco al passaggio delle navi cariche di cereali sul Mar Nero è importante anche per combattere il rischio carestia in quei 53 Paesi dove secondo l’Onu, la popolazione spende almeno il 60% del proprio reddito per l’alimentazione. Un rischio anche per la stabilità politica proprio, sostiene la Coldiretti, mentre si moltiplicano le tensioni sociali e i flussi migratori, anche verso l’Italia dopo che grazie all’accordo 10 milioni di tonnellate di cereali sono state spedite attraverso il Corridoio nel mondo.

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