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STORIA

Vietti, quando l’acquisto del cru Monvigliero è merito di un accordo di mezzadria

Il bizzarro affare nel 2018, quando l’azienda si era appena imbarcata in altri investimenti. La soluzione in un precedente avvenuto in Borgogna

Tra i tanti passaggi di mano ed investimenti vissuti dalle Langhe negli ultimi anni, ce n’è uno che, a raccontarlo, ha dell’incredibile. Bisogna tornare indietro al 2018, quando si presenta un’occasione era più unica che rara: mettere le mani su un vigneto a Barolo, più precisamente un appezzamento da ottomila metri quadrati di uno dei cru più prestigiosi, il Monvigliero. Protagonista della storia, Vietti, griffe di Castiglione Falletto, maison storica e produttrice di alcuni tra i più quotati cru di Barolo, che, come ha raccontato lo stesso Luca Currado Vietti, alla guida dell’azienda, in quel periodo si era appena imbarcato in altri importanti investimenti, sempre relativi all’acquisto di nuovi vigneti.

Non avendo i capitali per finanziare l’acquisto, e non potendo bussare nuovamente alla porta delle banche, ha trovato una soluzione a dir poco originale: ripetere l’operazione avvenuta pochi anni prima in Borgogna, nei Domaine Georges Roumier, che hanno stipulato un accordo di “métayage” (niente di più e niente di meno di una forma di mezzadria) con un gruppo di dieci investitori americani (tra cui, stando ai rumors, anche il rapper Jay-Z). È la soluzione giusta, e dopo il primo appezzamento nel 2018, arriva il secondo nel 2019, che oggi formano un cru da 1,6 ettari totali. I termini dell’accordo sono più semplici di quanto si immagini: il gruppo di investitori trattiene ogni anno il 45% della produzione, che esce con etichetta Vietti, mentre a Luca Currado Vietti rimane il restante 55%. E la prima annata, la 2018, del Barolo Monvigliero, è appena arrivata sul mercato.

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