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IL MESSAGGIO

VinNatur Tasting: “produttori: non portate vini difettosi”. L’appello di Angiolino Maule

Il presidente VinNatur: “è tempo di chiamare un difetto con il suo nome. Il vino naturale non deve averne. Non vanno considerati “normalità””
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Angiolino Maule, presidente VinNatur - Associazione Viticoltori Naturali

“Est modus in rebus”, ovvero “c’è una misura nelle cose”, diceva il poeta latino Orazio nel primo secolo avanti Cristo. Frase che oggi, applicata al mondo del vino naturale, si traduce in un vino che naturale deve essere, ma, al tempo stesso, non deve avere difetti “spacciati” per tipicità o altro. A dirlo, ed a ribadirlo, non è l’ultimo dei critici del vino, ma la personalità che più di altri in Italia ha ispirato il movimento del vino naturale, ovvero Angiolino Maule, presidente VinNatur (e produttore con la cantina La Biancara, a Montebello Vicentino), che scrive a chiare lettere: “è tempo di chiamare un difetto con il suo nome: acidità volatile, brettanomyces, ossidazione, souris. Troppo spesso questi sentori vengono confusi con il terroir, ma non lo sono. Ho iniziato a produrre vino naturale quasi 40 anni fa: a quei tempi non sapevamo come fare vini piacevoli ed equilibrati in modo costante, senza l’aiuto di enologia convenzionale. Oggi - dice Maule - abbiamo conoscenze ed esperienza per farlo; niente scuse. C’è ancora da imparare. Per questo continuiamo a collaborare con la comunità scientifica, con l’obiettivo di migliorare la qualità e supportare i nostri soci nel mettere in bottiglia il meglio possibile: non vogliamo vini senza identità, ma nemmeno difetti considerati normalità”. Parole nette e chiare, che arrivano alla vigilia di “VinNatur Tasting, in programma dall’11 al 13 aprile, allo Showroom Margraf di Gambellara (Vicenza).
Con Maule che fa un appello “inedito”, o comunque insolito, nel mondo del vino: “produttori, mi rivolgo direttamente a voi: per favore, non portate vini difettosi”. Un appello che vuole dare un senso ad una manifestazione, VinNatur, che “nasce anche per sostenere i progetti di ricerca e formazione della realtà guidata da Angiolino Maule, da anni impegnata in approfondimenti tecnici, formazione e collaborazione con Università e Centri di Ricerca. Un’impostazione che VinNatur vuole portare anche al centro del dibattito pubblico”, spiega una nota. In cui si ribadisce che “VinNatur Tasting è una fiera in cui l’artigianalità e l’agricoltura sono al centro: la mano del produttore, il lavoro in vigna, il terroir sono elementi imprescindibili”. Ma dicendo chiaramente che, tutto questo, non può prescindere dalla qualità di un vino che non deve avere difetti. Un richiamo all’ordine ed ad un rigore produttivo, quello di Maule, che risuona forte, alla vigilia di un evento che riunirà, per tre giorni (dall’11 al 13 aprile, Showroom Margraf, a Gambellara, Vicenza), 180 produttori provenienti da sei Paesi stranieri - Albania, Austria, Francia, Germania, Slovenia e Spagna - e da 19 regioni italiane, insieme a professionisti del settore e appassionati.
Un appello accorato di un produttore, Angiolino Maule, che da sempre, e soprattutto in tempi più recenti, ha rifiutato che il concetto di “naturalità” del vino venisse associato a quello di “lassismo produttivo” o tolleranza dei difetti, partendo proprio dalla vigna, come lo stesso Maule aveva spiegava in questo suo intervento di qualche tempo fa, in cui diceva a chiare lettere: “fare viticoltura naturale non significa affidarsi alla stregoneria ma, al contrario, utilizzare la scienza e tutte le conoscenze che abbiamo per lavorare al meglio le nostre vigne, innalzandone la salubrità e di conseguenza la resistenza alle situazioni di stress, evitando così di fare ricorso alla chimica”.
Un messaggio chiaro, quello di Angiolino Maule, che va al cuore di un fenomeno, quello dell’interesse per il mondo dei “vini naturali”, che, negli ultimi anni, ha calamitato un grande interesse nel mondo del vino, al punto che, secondo una ricerca di Raisin, sono cresciuti del 60% in 3 anni i locali dedicati in maniera esplicita a questa filosofia produttiva, con le insegne che da 5.000 nel 2021 sono passate a 8.000 nel 2024, con città come Parigi, New York e Roma al top.

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