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MERCATO ENOICO

Vino e prezzi: crescono le grandi denominazioni, crollano vini generici ed “entry level”

Lo stato dell’arte secondo i listini Ismea aggiornati a marzo. Cresce il Barolo, tiene il Brunello di Montalcino, volano i bianchi piemontesi
ISMEA, MERCATO, PREZZI, vino, Italia
Il vino nella grafica di Olga_spb via Freepik

Le medie, soprattutto quando si parla di prezzi del vino, vanno prese per quello che sono: un’indicazione della direzione in cui si muove il mercato. Perchè poi, soprattutto in uno scenario frammentato come quello enoico, i prezzi veri a cui si compra e si vende, possono essere anche molto lontani dalle medie sintetiche, per tanti fattori: qualità della partita di vino che si contratta, forza contrattuale (ed esigenze) di chi compra e di chi vende, e così via. In ogni caso, a guardare i listini Ismea degli “sfusi”, aggiornati a Marzo (franco cantina, al netto dell’Iva e relativi all’ultima annata in commercio), si conferma un trend abbastanza consolidato: crescono, o restano stabili, ma partendo da valori già alti, i valori dei rossi delle denominazioni più forti e blasonate, mentre soffrono un po’ di più quelli di prezzo più basso; crescono i bianchi, sull’onda di un mercato che sta premiando sempre di più questa macro-categoria, i cui vini incontrano più facilmente le richieste di maggior freschezza e minor grado alcolico che richiedono molti consumatori; crollano i prezzi dei vini generici, a conferma di una sempre più stabile tendenza alla “premiumizzazione” del mercato, ovvero, né più né meno, il classico bere “meno ma meglio”.
Guardando alle quotazioni, partiamo dai rossi (tra quelli rilevati da Ismea), ed in particolare dal Piemonte. Dove il Barolo spunta prezzi di 920 euro ad ettolitro, in crescita del +12,2% sul dato di marzo 2022, ed il Barbaresco quota a 700 euro ad ettolitro, a +16,7% su marzo 2022. Cresce, nel complesso, anche il “mondo Barbera”: quella di Alba viaggia sui 280 euro ad ettolitro (+16,7%), quella del Monferrato a 130 (+8,2%), il Piemonte Barbera sui 120 (+9,1%), mentre scendono del -6,7% i prezzi del nebbiolo d’Alba. In Toscana, invece, è stabile il Brunello di Montalcino, sui 995 euro ad ettolitro, cresce il Chianti Classico, che si muove intorno ai 315 euro ad ettolitro (+8,6%), mentre soffre un po’ il Chianti, a 137,5 euro ad ettolitro (-9,8%). In Veneto, invece, salgono i prezzi del Valpolicella, a 230 euro ad ettolitro (+15%), mentre sono stabili quelli di Bardolino (115 euro ad ettolitro) e Bardolino Classico (115). In Emilia Romagna, invece, se è stabile il Sangiovese di Romagna, ad 83 euro ad ettolitro, non è in grande spolvero nemmeno il mondo Lambrusco: se si tengono stabili le quotazioni di quello di Sorbara, a 57,5 euro ad ettolitro, scendono quelle del Grasparossa e del Salamino di Santa Croce, a 61,5 euro ad ettolitro (-4,7%), e perde terreno in maniera sensibile anche il Lambrusco Reggiano, a 51,5 euro ad ettolitro (-8,8% rispetto al prezzo di un anno fa). Tra le grandi denominazioni del Sud, ancora, è in leggera flessione anche il Montepulciano d’Abruzzo, a 72,5 euro ad ettolitro (-3,3%), mentre sono più basse del -21,1% rispetto ad un anno fa le quotazioni dei vini di Castel del Monte, tra le denominazioni più grandi di Puglia, a 75 euro ad ettolitro.
Passando ai bianchi a denominazione, e partendo ancora dal Piemonte, sono sostenute le quotazioni del Gavi e del Cortese di Gavi, entrambi, a 330 euro ad ettolitro (+32%), e del Roero Arneis, a 300 euro ad ettolitro (+20%), e cresce del +5,9% il prezzo del Moscato d’Asti, a 180 euro ad ettolitro.
In Veneto, giù il Pinot Grigio delle Venezie, a 110 euro ad ettolitro (-4,3%), stabili le quotazioni di Soave (80 euro ad ettolitro) e Soave Classico (110), mentre appare più ondivago il mondo Prosecco. In particolare, il Prosecco Doc, a quota 212,5 euro ad ettolitro, scende nella media del -15,8% sul dato di marzo 2022, mentre cresce leggermente il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, a 310 euro ad ettolitro (+1,6%)
In Friuli, ha segno positivo il prezzo del Friuli Grave Friulano, in crescita del +8,3% su marzo 2022, per 130 euro ad ettolitro, mentre in Umbria, se sale del +4,8% il Frascati, a 87,5 euro ad ettolitro, sono in leggero ribasso le quotazioni di Orvieto (97,5 euro ad ettolitro, -2,5%) ed Orvieto Classico (82,5 euro ad ettolitro, -2,9%).
Se i vini Dop e Docg, dunque, nel complesso, tengono, le quotazioni degli Igt monitorati da Ismea sono invece in netto ribasso, come il Trebbiano in Emilia, giù del -17,2% su marzo 2022, a 4,1 euro ad ettogrado, così come l’Igt Lazio, che scende del -15,3%, a 4,15 euro ad ettogrado, ma perde il -5% anche lo Chardonnay in Veneto, che mantiene comunque una quotazione di 6,2 euro ad ettogrado. Tra i rossi, se spiccano il -31,5% del Lambrusco Igp Emilia, a 3,7 euro da ettolitro, ed il -15,8% del Merlot in Veneto, a 5,05 euro ad ettogrado, da segnalare il +3,1% dell’Igt Toscana Sangiovese, a 8,8 euro ad ettogrado.
In discesa anche i vini comuni: i prezzi dei bianchi, a marzo 2023, si aggirano sui 3,8 euro ad ettogrado, in calo del -8,1% sul marzo 2022, mentre i rossi quotano 3,69 euro ad ettogrado, in ribasso addirittura del -18,9%.

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