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Vino, il primato europeo e le misure di sostegno della Ue: secondo lo studio “How Much Government Assistance Do European Wine Producers Receive?” del “Journal of Wine Economics” i contributi comunitari valgono 700 euro all’anno per ettaro vitato

Italia
Secondo uno studio di Wine Economics, i contributi Ue al settore vino valgono 700 euro annui ad ettaro vitato

L’Europa è il player principale del settore enoico mondiale, forte dei tre produttori principali, sia in termini di quantità che di storia, Francia, Italia e Spagna, non a caso primi esportatori, sia per volumi che per valori. Un primato costruito non solo sulla solidità di una filiera competitiva, ma anche grazie alle politiche di sostegno dell’Unione Europea, che fin dagli anni Ottanta, in maniera diversa, ha supportato in maniera attiva il mondo del vino, garantendogli, sui concorrenti dei Paesi Terzi, un indubbio vantaggio competitivo. Che il “Journal of Wine Economics” (www.wine-economics.org) ha analizzato a fondo, grazie al lavoro di Kym Anderson dalla School of Economics dell’Università di Adelaide e di Hans G. Jensen dell’Institute of Food and Resource Economics dell’Università di Copenaghen, autori di “How Much Government Assistance Do European Wine Producers Receive?”, da cui emerge un dato di sintesi importante: nel periodo analizzato, ossia il quinquennio 2007-2012, i contributi europei, nel loro complesso, sono ammontati ad una media di 700 euro per ettaro l’anno, o 0,15 euro per litro di vino prodotto.
Quella di Kym Anderson e Hans G. Jensen è un’analisi che va oltre i dati dell’Ocse - Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico: prende in considerazione anche i contributi per la distillazione di emergenza, calcola il vantaggio portato dalle accise sul vino importato così come il peso delle misure previste per l’agricoltura, che ovviamente riguardano anche il settore vitivinicolo. Così, il supporto al comparto enoico è stato stimato, in media, in 2,341 miliardi l’anno, tra aiuti diretti ed indiretti, destinati principalmente a Francia (830 milioni di euro), Italia (570 milioni di euro) e Spagna (405 milioni di euro). Ma in proporzione agli ettari vitati, invece, è l’Austria a ricevere i benefici maggiori dalle politiche Ue, ricevendo in media 2.400 euro ad ettaro, seguita da Cipro (1.200 euro), Germania e Francia (1.100 euro), Slovenia (1.000 euro), Slovacchia (900 euro), Italia (750 euro), Spagna (450 euro). Se la stessa proporzione la si fa per i litri prodotti, la classifica vede ancora in testa l’Austria (370 euro), seguita dalla Slovacchia (255 euro), più indietro Francia (170 euro), Italia (140 euro), Spagna (120 euro).
Negli anni tra il 2007 ed il 2012, però, sono cambiate sia la composizione che le finalità degli aiuti: sono scomparse le politiche di supporto al prezzo, crescono i pagamenti singoli, quasi azzerati i contributi per l’espianto (che, nel 2008, pesavano per il 18% di tutti i contributi elargiti), mentre al calo degli aiuti diretti, passati dal 58% del 2007 al 33% del 2012, è corrisposto un aumento esponenziale dei fondi per la promozione, che nel 2007 pesavano per meno del 5% sul bilancio finale, e nel 2012 erano invece la prima voce, al 48%.
La ripartizione tra i singoli Paesi, però, è assai diversa: accorpando le diverse voci in tre sole categorie, la media dei 27 Paesi Ue dice che le misure di supporto diretto valgono il 40% del bilancio, quelle destinate a marketing e promozione il 45% e le altre misure il 15%. Non va così in Italia (supporto diretto 33%, marketing e promozione 58%, altre misure 9%), né in Francia (supporto diretto 43%, marketing e promozione 32%, altre misure 25%), e tanto meno in Spagna: supporto diretto 45%, marketing e promozione 53%, altre misure 2%.

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