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Volumi stabili, ma ci si sposta verso fasce di prezzo più alte, soprattutto grazie alla voglia di sperimentare nuovi vini da parte dei consumatori “under 40”: il mercato di Germania (fondamentale per l’Italia), nel report di Wine Intelligence

Mercato consolidato e maturo, dove i consumi sono in leggerissimo ma costante cale da anni, ad un tasso del -1% anno su anno, quello di Germania, primo sbocco europeo per il vino italiano (nei primi 7 mesi del 2017 in crescita del 3,5% in quantità, a 3,2 milioni di ettolitri, e del 4,1% in valore, a 563 milioni di euro) è un panorama del consumo enoico poco incline a strappi e trasformazioni repentine, ma che sta lentamente cambiando ed evolvendo. Grazie a consumatori più aperti a provare nuove etichette e tipologie di vino, ad un maggior coinvolgimento con sempre più bevitori regolari che considerano “importante” la scelta del vino da bere, ma anche uno spostamento verso una fascia di prezzo più elevata, aspetto sensibile in un mercato da sempre attento al fattore prezzo, dove diminuiscono i consumatori che spendono meno di 2,99 euro a bottiglia, e aumentano quelli disposti a pagare più di 15 euro. Emerge dal “Germany Landscapes Report 2017” di Wine Intelligence, che mette in evidenza diversi aspetti. Come, per esempio, la trasformazioni in atto anche tra i canali di vendita. Dal 2007 in poi, sottolinea il report, i supermercati e l’ecommerce sono cresciuti per importanza, per esempio, segnale di un consumo tra le mura domestiche sempre più forte ed importante. E, legato a questo aspetto, si registra anche la crescente importanza delle informazioni presenti nei punti vendita, che determinano gli acquisti, con la varietà del vitigno che rimane il primo criterio di scelta, ma cresce di importanza la descrizione dello stile del vino e delle sue qualità organolettiche, che è al secondo posto, davanti alla regione di origine della bottiglia. E come nel resto del mondo, anche in Germania a guidare il cambiamento sono i consumatori più giovani, quelli tra i 18 ed i 39 anni, che rappresentano ormai il 24% dei bevitori regolari di vino tedeschi. Tra i quali dominano le donne, che sono il 62% del totale. E bevono vino una volta a settimana nel maggiore dei casi (37%), o dalle 2 alle 5 volte a settimana (30%), e se c’è anche un 29% che si concede un calice solo 1-3 volte al mese, c’è anche un 4% che beve vino tutti i giorni.
Tra i giovani, il consumo di vino rosso va per la maggiore (40%), seguito dal bianco (37%) e dal rosato (22%), che rappresenta comunque una fetta importante dei consumi. Al 59% di loro piace sperimentare sempre nuovi vini, il 34% preferisce invece acquistare vini che conosce e che rispondono ai propri gusti abituali, ma c’è anche un 11% che guarda soprattutto al prezzo. Tra i consumatori under 40 tedeschi poi, i consigli di amici o familiari e la descrizione dei vini in etichetta o sullo scaffale sono al vertice tra i criteri di scelta (73%), seguiti dal vitigno (63%).
Consumatori di vino soprattutto tedesco (come la media dei consumatori in Germania), tra gli stranieri preferiscono nell’ordine, i vini di Francia, Italia, Spagna e Sudafrica, anche se a livello di singole regioni, al top c’è Bordeaux, seguito dall’Assia Renana, la più grande zona vinicola di Germania, poi la Borgogna, il Palatinato e la Mosella. Chiare anche le loro preferenze in termin di vitigno: tra i bianchi, nell’ordine, vengono Riesling, Chardonnay, Sauvingnon Blanch, Muller Thurgau e Pinot Grigno, ta i rossi domina il Merlot, davanti alla varietà tedesca Dornfelder, al Cabernet Sauvignon, al Pinot Nero ed al Syrah. Indicazioni di cui tenere conto, per investire nel futuro di un mercato, come la Germania, che per l’Italia enoica è uno dei pilastri imprescindibili per le esportazioni.

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