02-Planeta_manchette_175x100
Allegrini 2018
CELEBRAZIONI

15 anni di mercato e di narrazione del made in Italy agroalimentare: il “compleanno” di Eataly

Tanti gli eventi per festeggiare la creatura di Oscar Farinetti, che ha conquistato il mondo. Partendo dal primo store al Lingotto di Torino, nel 2007
CIBO, Eataly, MADE IN ITALY, vino, Non Solo Vino
Eataly Lingotto, lo store dove, nel 2007, è nata l’avventura “Eataly” (ph: Federico Cardamone)

Nato dall’idea di Oscar Farinetti in quella Torino che fu prima capitale dell’Italia unita, Eataly (oggi guidata da Nicola Farinetti, ad e figlio di Oscar, ndr) è diventata un’ammiraglia del made in Italy nel mondo. Partita dal primo store, quello del Lingotto, è di fatto l’unica insegna distributiva italiana del wine & food made in Italy all’estero, con la sua presenza diffusa non solo in tutta Italia, da Torino a Milano, da Roma a Firenze e non solo, ma nel mondo, dagli Usa al Giappone, dalla Russia alla Turchia, dal Regno Unito (a Londra) alla Francia (a Parigi) dalla Germania (Monaco di Baviera) alla Svezia (Stoccolma). Un’avventura, quella di Eataly, iniziata nel 2007: 15 anni di attività in cui Eataly ha fatto mercato, e raccontato “incredibili storie i cui protagonisti sono i produttori, i luoghi, le tradizioni e i prodotti italiani: in una parola la nostra biodiversità”. Una realtà articolata, quella di Eataly, che ha da subito messo insieme, strutturalmente, la vendita di prodotti enogastronomici di eccellenza, vino incluso, la ristorazione, da quella più popolare all’alto di gamma, e la formazione alla cultura del cibo e del vino.
Un’idea di successo, che pressochè ovunque (tranne qualche rara eccezione) ha sfondato, al punto che, nel 2019, ultimo anno pre-pandemia, il fatturato del gruppo aveva toccato il record di 527 milioni di euro. Ed ora, per celebrare questi 15 anni, dal 20 al 30 gennaio 2022, “ogni punto vendita offrirà ai propri clienti numerose opportunità - spiega una nota di Eataly - per conoscere ancora meglio i prodotti iconici della nostra tradizione. I produttori saranno presenti nei negozi e offriranno degustazioni, racconto del prodotto e occasioni di didattica; mentre autorevoli chef, rappresentanti di tradizioni e nuove tendenze, interpreteranno le nostre migliori materie prime in cucina”.

Al via, quindi, dieci giorni speciali, con una particolare attenzione alla famiglie, con il gran finale il 30 gennaio, domenica, con la possibilità di accompagnare pranzo e cena con il “Tiramisù Eataly” che verrà proposto in offerta libera (a partire da 2 euro). Tutto il ricavato verrà devoluto al progetto “Orti in Africa” della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus. Ma tanti saranno gli eventi di scena dove tutto è partito, ovvero Eataly Lingotto.
Si inizia giovedì 20 gennaio con “Terra! La cena vegetale”: un menu inedito pensato dall’executive chef di Eataly Lingotto Patrik Lisa, che interpreta la cucina vegetariana e a km zero: i classici plin ma anche le tagliatelle di funghi cardoncelli, passando per una personalissima versione degli involtini primavera, fino ad un goloso dolce alle mele e gelato di San Pè, tutto secondo le verdure che la stagione offre. Si prosegue nei giorni successivi, con grandi cuochi da tutta Italia ospiti nelle cucine di Eataly Lingotto a pranzo e cena, che proporranno a Torino per un’occasione unica alcuni dei loro cavalli di battaglia. Venerdì 21 gennaio arriva Felice a Testaccio e porta con sé i sapori romani autentici, con grandi classici come cacio e pepe, amatriciana e carciofi alla giudia. Domenica 23 gennaio ecco la tradizione marinara dell’Osteria Caserma Guelfa, da San Benedetto del Tronto: insalata di mare, maccheroncini di Campofilone allo scoglio e pescatrice in potacchio sono i protagonisti del menu speciale del giorno. E poi lunedì 24 gennaio ci sarà la pizza di Giovanni Mandara di Piccola Piedigrotta, a Reggio Emilia: fatta a partire dall’impasto per il pane, soffice e condita con materie prime d’eccellenza, come il pomodoro Corbarino, la mozzarella di Vacca Rossa, la cipolla ramata di Montoro, il guanciale sardo al mirto e altri curiosi abbinamenti. Giovedì 27 gennaio è il turno di Yoji Tokuyoshi, che riporta in città la sua Bentoteca: gli ingredienti italiani incontrano la cultura giapponese, in un mix di gusto. Si passa ai sapori toscani venerdì 28 gennaio, con l’osteria Mangiando Mangiando di Firenze: chianina, ribollita e fiorentina sono le parole d’ordine. Infine, sabato 29 ecco la Puglia di Lilith, Laboratorio in masseria a Vanze, in provincia di Lecce, che farà assaggiare alcuni dei grandi classici della tradizione come orecchiette, bombette e pasticciotti.
Non può mancare anche una serata nell’Enoteca di Eataly Lingotto, la più grande della città per dimensioni e varietà, con oltre 5.000 etichette e più di 35.000 bottiglie a disposizione. Sabato 22 gennaio, dalle ore 19, ci sarà una grande degustazione, con alcuni tra i migliori produttori di vini di montagna: da Cavit a Le Cretes, passando per Favaro, Franz Haas, Cave du Vin Blanc, Dirupi e molti altri. In accompagnamento le tapas pensate per l’occasione dagli chef di Eataly, oppure le proposte della cucina di Giù da Guido, il nuovo locale della famiglia Alciati. Da segnare in agenda l’appuntamento di mercoledì 26 gennaio con la più grande cena di sempre, “Cuciniamo l’Italia”. In cucina chef provenienti da tutte le regioni d’Italia, dalla Valle d’Aosta alla Calabria, isole comprese, per compiere un viaggio di gusto tra le tipicità del territorio, ricette della tradizione ma anche rielaborazioni contemporanee. Protagonisti saranno 26 chef e i loro piatti: stelle Michelin, giovani promesse, esperti cucinieri e osti, con nomi, tra gli altri, come il bistellato Stefano Baiocco del Villa Feltrinelli di Gargnano, gli stellati Federico Zanasi del Condividere di Torino o Giuseppe Gasperoni de Il Povero Diavolo di Poggio Torriana (Rimini), Salvatore Tassa del Colline Ciociare di Acuto (Frosinone), Giuseppe Iannotti del Kresios di Telese (Benevento) o Luca Abbruzzino dell’Abbruzzino di Cava-cuculera Nobile (Catanzaro), passando per il re dei pizziaioli, Franco Pepe del Pepe in Grani di Caiazzo (Caserta), per citarne alcuni.

Copyright © 2000/2022


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2022

Altri articoli