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COMPETIZIONE

La Francia si fa il suo Spritz. Ma il Prosecco non ha paura della competizione

Il guanto di sfida, da Oltralpe, lo lancia Lvmh: bollicine argentine e un macerato prodotto da arance coltivate ai piedi delle Ande
Mondo
Lo spritz re dell’aperitivo

Negli ultimi dieci anni, lo Spritz è diventato il simbolo dell’italian style nel mondo, l’aperitivo più amato ed iconico, capace di far deflagrare le vendite di due prodotti come il Prosecco e l’Aperol (di proprietà del Gruppo Campari). Un boom che non è passato inosservato neanche in Francia, dove il principale gruppo del lusso e del wine & spirits, la Lvmh di Bernard Arnault, proprietaria di di alcuni dei brand più prestigiosi del vino di Bordeaux e Champagne, come Château d’Yquem e Château Cheval Blanc, ma anche Moët & Chandon, Dom Perignon e Krug, ha lanciato sul mercato la sua versione dello Spritz. Si chiama “Chandon Garden Spritz” e, in realtà, di francese non ha proprio nulla.
La base è uno spumante, lo Chandon, prodotto in Argentina, mixato in bottiglia con un macerato di arance, anch’esse prodotte in Argentina,
insieme ad un mix di spezie. Il risultato, almeno al colore, è simile a quello del classico Spritz, dal 2011 nella lista ufficiale dei cocktail. La sfida è lanciata, anche se il prezzo (19 euro a bottiglia), non sembra troppo competitivo. Così come l’appeal, perché il Prosecco, che vende ormai 500 milioni di bottiglie all’anno, ha una “fan base” gigantesca in tutto il mondo. Francia compresa, visto che è il quarto mercato di esportazione per le bollicine venete (e friulane), dopo Germania, Gran Bretagna e Usa. Prosecco che, come testimoniano le parole del direttore del Consorzio del Prosecco, Luca Giavi, al quotidiano “La Repubblica”, non sembra preoccupato: “c’è spazio per tutti. La discesa in campo di Lvmh per noi è quasi una questione di orgoglio, siamo in buona compagnia ...”.

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