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LA DIATRIBA

Mense aziendali, è caos sull’obbligatorietà del green pass

I sindacati contestano la disparità di trattamento con i luoghi di lavoro. Le organizzazioni di categoria: “i controlli non spettano a noi”
GREEN PASS, MENSE AZIENDALI, Non Solo Vino
Mense aziendali, è caos sull’obbligatorietà del green pass

È caos sull’obbligatorietà del green pass per accedere alle mense aziendali. La misura (chiarita con una Faq pubblicata il 14 agosto sul sito del Governo, che ha, di fatto, equiparato le mense - o i locali adibiti alla somministrazione dei servizi di ristorazione ai dipendenti - ai ristoranti) ha ricevuto forti critiche da parte dei sindacati, che contestano una situazione poco chiara, le decisioni unilaterali delle aziende e una disparità di trattamento fra mense e luoghi di lavoro, dove invece al momento il certificato verde non è obbligatorio e le persone, vaccinate e non, possono quindi condividere gli stessi spazi.
“Sulla base delle incerte disposizioni governative recenti - scrivono, in una nota congiunta, i sindacati Fim-Fiom-Uilm - in queste ore alcune imprese nazionali e multinazionali stanno procedendo senza confronto con iniziative unilaterali su un punto fondamentale per le lavoratrici ed i lavoratori: il diritto alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e l’accesso alle mense. Non accetteremo mai nessuna disparità di trattamento fra luoghi di lavoro e mense”.
È “inaccettabile la mancanza di chiarezza normativa - prosegue il comunicato - il Governo agisca subito prima che la situazione diventi incontrollabile. Le mense sono un luogo di lavoro e sono tutelate dai contratti di lavoro. Si leggono comunicati aziendali che impongono o lasciano imporre alle aziende che somministrano cibo nelle mense - sulla scorta di una faq governativa, che non ha valore legislativo - la messa in discussione dell’accesso alle mense per tutti i lavoratori e le lavoratrici. Fim, Fiom e Uilm condividono l’obiettivo di completare la campagna vaccinale e di continuare a garantire sicurezza nei luoghi di lavoro ma ritengono queste iniziative in contrasto con lo spirito di confronto e partecipazione che durante la prima fase della pandemia ha determinato la scrittura di protocolli nazionali e aziendali utili a ridurre il rischio di contagio da Covid-19 nei luoghi di lavoro. Il diritto alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è imprescindibile; pertanto è necessario continuare a far applicare in modo serio e rigoroso i protocolli esistenti a partire dal distanziamento, l’uso dei dispositivi di protezione e tracciamento. In osservanza dell’indirizzo della comunità scientifica, ma in assenza di provvedimenti legislativi, Fim, Fiom e Uilm promuovono una campagna di informazione sulla necessità della vaccinazione per contrastare la pandemia e chiedono l’apertura di un confronto sulle modalità per sostenere e perseguire questo obiettivo con imprese e Governo”.
Un altro tema controverso riguarda il controllo e la verifica dei certificati nelle mense. Secondo il Governo tutto ciò spetta ai gestori dei servizi di ristorazione, che però si oppongono in quanto, diversamente dai ristoranti, svolgono un lavoro per conto terzi. “Le aziende operanti nella ristorazione collettiva svolgono la propria attività e impiegano i loro dipendenti presso strutture terze, pubbliche o private, non sono titolari degli immobili o dei dipendenti delle attività a cui danno il servizio - è la posizione di Anir Confindustria, l’associazione di categoria delle imprese della ristorazione collettiva - pertanto è proprio alle imprese o gli enti appaltanti che spetta il controllo di chi ha accesso agli spazi munito di Green Pass”.
Sulla stessa lunghezza d’onda è Oricon, l’Osservatorio Ristorazione Collettiva e Nutrizione, che, pur dichiarandosi favorevole al Green Pass, sottolinea come “la decisione del Governo rischia di scaricare sulle aziende della ristorazione una responsabilità troppo grande e frutto di una diatriba che non ci riguarda”.
“Non è responsabilità e diritto delle aziende della ristorazione collettiva decidere chi può accedere o meno al servizio mensa, responsabilità che spetta sempre al datore di lavoro come stabilito nei medesimi contratti di appalto che regolano il servizio - afferma Carlo Scarsciotti, presidente Oricon - pertanto, è necessario e urgente chiarire che la responsabilità dei controlli sia di esclusivo appannaggio del datore di lavoro e non del gestore del servizio mensa in appalto”. “Non capiamo perché per entrare nel ristorante di un hotel non serva il Green Pass e si possa mangiare senza ulteriori controlli, ma per entrare in una mensa sì - continua Scarsciotti, che torna sull’altro tema dibattuto - forse il Governo dimentica che il servizio mensa è disciplinato da un contratto con l’azienda appaltante. Le mense sono adibite all’interno di spazi messi a disposizione dalle aziende, le stesse aziende dove i lavoratori accedono al proprio luogo di lavoro senza alcun obbligo di certificazione”.
A provare a chiarire almeno la controversia normativa, è la Fipe, di “Faq in Faq”. Alla domanda “effettuo il servizio di mensa per dipendenti pubblici e privati, anche in questo caso devo verificare il possesso di un green pass valido affinché i lavoratori possano consumare al tavolo all’interno?”, la risposta della Fipe è “sì, in quanto la novella dell’art. 9 bis, comma 1, del D.L. n. 52, convertito in legge 17 giugno 2021 n. 87 (“Riaperture”) - introdotto dall’art. 3 del D.L. n. 105/2021 - stabilisce che il consumo al tavolo al chiuso presso i servizi di ristorazione “svolti da qualsiasi esercizio” sia consentito esclusivamente nei confronti di soggetti muniti di una delle certificazioni verdi, dunque, il tenore letterale della norma è volto ad includere anche il servizio mensa e il catering su base contrattuale. Questa interpretazione è stata recentemente confermata anche nelle Faq del Governo. Una deroga espressa è, invece, prevista per le attività di ristorazione svolte per i centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi per accedere ai quali non è prescritto il possesso di una delle certificazioni verdi Covid-19”.
Ma la questione, man mano che finiranno le ferie e fabbriche e grandi aziende torneranno a pieno ritmo, si farà ancora più calda.

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