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La biodinamica compie 100 anni, ma con il “climate change” la sua visione è quanto mai attuale

Demeter Italia celebra il traguardo con un convegno a Vinitaly sulla viticoltura sostenibile, che rappresenta “un contributo alla salute del pianeta”
BIODINAMICA, DEMETER, RUDOLF STEINER, VINITALY, Italia
La filosofia di Steiner è da sempre basata sul concetto di sostenibilità

Festeggia un secolo di vita la biodinamica, filosofia fondata da Rudolf Steiner nel 1924: un traguardo che Demeter Italia (associazione di produttori, distributori e trasformatori biodinamici, che ad oggi raggruppa oltre 1.000 aziende di diversi settori) celebra con un convegno sulla viticoltura a Vinitaly, per sottolineare la visione lungimirante e quando mai attuale di questo metodo agricolo, soprattuto in risposta al cambiamento climatico. Steiner, 100 anni fa, aveva dato delle risposte agli agricoltori dell’epoca, ma le stesse potrebbero essere fornite a quelli di oggi (forse ora più che mai), proprio perché chi coltiva deve misurarsi con nuove minacce. Anche perché, come sottolineato da Giovanni Buccheri, direttore di Demeter Italia, “l’agricoltura biodinamica non è solo un metodo di coltivazione, ma un impegno che abbraccia l’ambiente e la comunità, e rappresenta un contributo essenziale alla società e alla salute del nostro pianeta”.
“Secondo Re-Soil Foundation (dati 2023), in Italia il 28% dei terreni coltivabili è andato perso, mentre il 68% ha subito una perdita superiore al 60% della sua presenza organica naturale - afferma l’enologo e biologo Michele Lorenzetti - inoltre, il 25% dei terreni in Europa si trova al di sotto della soglia minima di nutrienti essenziali per le piante. L’agricoltura biodinamica dovrebbe essere accessibile a tutti, nonostante a volte i suoi testi risultino complessi. Il mio obiettivo è promuovere una cultura conoscitiva che permetta a chiunque di leggere gli scritti di Steiner e comprenderne le preziose intenzioni. Abbiamo sviluppato un metodo pratico che offre risultati tangibili, capace di generare biodiversità a tutti i livelli, anche nel sociale”.
“La nostra azienda non è solo vitivinicola, ma comprende anche altri settori alimentari - afferma la nota produttrice trentina Elisabetta Foradori, che spiega quanto sia importante la pratica del compostaggio - abbiamo inserito gli animali, trasformiamo il latte e produciamo ortaggi, cercando di creare quell’unica realtà “circolare” dove ogni vivente interagisce, come auspicava Steiner. In questo sistema, il compost è facile da creare, si può produrre in maniera autonoma e ci rende indipendenti e liberi”.
“I preparati sono strumenti importantissimi all’interno delle buone pratiche agricole biodinamiche, in grado di preservare l’ambiente e ricostruire un ecosistema - aggiunte il vignaiolo veneto Enrico Maria Casarotti - con essi possiamo provvedere realmente al miglioramento del suolo e della vitalità della pianta per generare prodotti di alta qualità. In questo contesto, i preparati sono mezzi molto utili allo sviluppo della centralità del ruolo dell’agricoltore, non solo per la cura del terreno, ma per il loro stesso allestimento, spesso fatto in collaborazione con altre aziende”.

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