C’è uno dei grandi miti della Borgogna, il Cros Parantoux 1996, in versione magnum, di Henri Jayer che ha raggiunto i 14.640 euro, nome che ritorna, con grandi quotazioni, con il Richebourg 1985, aggiudicato per oltre 10.000 euro. Ma c’è anche l’Italia, ad iniziare da una delle 39 magnum di Amarone della Valpolicella, annata 2001, prodotte da Aneri che, dopo una serie serrata di rilanci è stata aggiudicata a 6.100 euro, inclusi i diritti, e dal Sassicaia 1962, vanto di Bolgheri e della Tenuta San Guido, regalo personale del produttore ad un collezionista privato, che ha sfiorato i 3.000 euro, inclusi i diritti. Sono alcune delle “chicche” nella prima tornata online dell’asta “The Wine Odyssey/Importanti vini e distillati” by Finarte, che ha messo sotto il martelletto annate storiche e prestigiose di vini-icona.
Un’asta che si può definire come un viaggio enoico secolare ed incentrata principalmente su Bordeaux, Borgogna e Champagne (Francia), ma anche sui grandi vini italiani, senza dimenticare la sezione dedicata ai whisky.
Da segnalare, tra gli Champagne, il Krug Clos d’Ambonnay 2000 che ha sfiorato i 2.500 euro e, tra i distillati, il The Prestonfield Bowmore 16 Yo del 1972 che ha chiuso l’asta con la stessa quotazione.
Tornando all’Italia, spicca per il Piemonte il Barolo Monfortino di Giacomo Conterno, uno dei pezzi più pregiati di ogni asta, e che ha avuto diverse ottime aggiudicazioni, tra le quali spicca il 1958 che ha superato 1.200 euro. Venendo alla Toscana, da evidenziare, una coppia di Masseto 2001, Merlot in purezza e assoluto vino di culto, aggiudicata a 1.830 euro e, passando a Montalcino, il leggendario Brunello di Montalcino Riserva 1955 di Biondi-Santi ricolmato nel 2002 che ha superato i 1.500 euro, ed il Brunello di Montalcino 1986 di Soldera Case Basse che ha oltrepassato 1.000 euro. L’Amarone della Valpolicella, la punta di diamante rossista del Veneto, si è contraddistinto anche con l’annata 2013 di Quintarelli che, partito da 180 euro ha chiuso a 390 euro più i diritti.
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