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L’IDEA

Cos’è il “French January”, provocazione al “Dry January” che invita al consumo consapevole di vino

Il manifesto di Vin & Société non nega le istanze salutiste, ma si oppone alla deriva proibizionista: “una giusta via di mezzo tra troppo e zero”
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Il mondo del vino francese lancia il manifesto del “French January”

Nel cuore dell’inverno, mentre il mondo anglosassone celebra il “Dry January” (il mese dell’astinenza volontaria dall’alcol, ndr) la Francia lancia la sua contro-narrazione: il “French January”, una campagna promossa dalla filiera vinicola nazionale per rivendicare il diritto alla misura, alla convivialità e all’“art de vivre” francese. Il manifesto, diffuso da Vin & Société, che rappresenta 500.000 stakeholder del settore, è chiaro: “con il “French January”, il mondo del vino francese difende una visione aperta e responsabile del modo di vivere alla francese, senza diktat né giudizi e nel rispetto delle scelte individuali”. Senza negare, quindi, le istanze salutiste, ma opponendosi alla deriva proibizionista: “con il “French January” non si rinuncia a nulla - spiega il claim - e soprattutto non si rinuncia al buon vivere insieme. Una giusta via di mezzo tra il troppo e lo zero”. Tradotto: non rinunciamo al piacere, ma promuoviamo la libertà di scegliere, compresa la scelta di non bere, così come quella di bere con moderazione. Che, peraltro, è una rivisitazione delle parole pronunciate qualche anno fa dal Presidente francese, Emmanuel Macron, che all’inaugurazione del Salone Internazionale dell’Agricoltura di Parigi affermò come “la moderazione” fosse “meglio dell’eliminazione totale”.
La scelta di lanciare una campagna di questo tipo appare, in ogni caso, come una specie di provocazione consapevole, ma probabilmente cela al suo interno anche qualche segnale di tensione. Il settore vinicolo francese sta vivendo, infatti, come raccontato più volte su WineNews, un periodo di fragilità: dal calo dei consumi sul mercato interno alle tensioni geopolitiche che scatenano conseguenze commerciali, ed al piano di estirpazione dei vigneti al momento in stand-by e acuito per di più dal fatto che la Francia che non è riuscita ad approvare la Legge di Bilancio (nella quale sono previsti anche fondi per l’agricoltura) entro la fine dell’anno.
Con il “French January” che appare, quindi, come una campagna che non si limita (solo) a difendere il vino, ma che assume sempre più i connotati della difesa di un modello culturale: “per chi ama condividere un bicchiere di vino, accompagnare un piatto, ma anche per chi sceglie di non bere - dice il manifesto - questa libertà è la ricchezza del nostro modo di vivere: invita al rispetto delle scelte individuali, dove il piacere si condivide senza imporsi. Per tutte e tutti coloro che vogliono restare liberi nelle proprie scelte, la filiera del vino invita a scoprire il “French January” e a prolungarlo tutto l’anno!”.

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