È un mercato che, complessivamente, vale appena 30,5 milioni di dollari all’import, secondo i dati 2023 dell’Osservatorio del Vino Uiv-Vinitaly, e, quindi, ancora marginale se paragonato con il valore del commercio mondiale di vino, ma che - esclusa la parentesi Covid - è molto maturato negli ultimi anni, con un tasso di crescita annuo (Cagr) in valore del +12%. Questo Paese è l’India, il più popoloso al mondo, ma dove il consumo di vino ancora non si è imposto, anche se le elaborazioni Iswr sono ottimistiche in previsione futura: attualmente il valore globale al consumo del vino si attesta a poco più di 415 milioni di dollari, ma è destinato a superare quota 520 milioni di dollari da qui al 2028, per un Cagr in valore dal 2019 a +3%. L’Italia rappresenta il quarto Paese fornitore, ai piedi di un podio composto da Australia, Francia e Singapore, seppur con tassi di crescita che per il Belpaese sono del 14%, al di sopra della media del mercato e tra i più ampi nella lista dei migliori esportatori.
Un mercato emergente al quale guardare con attenzione, tanto che 30 aziende italiane sono volate nel Paese asiatico, dove, da domani al 18 gennaio, è di scena “Vinitaly India Roadshow”, il format itinerante di promozione organizzato da Veronafiere in collaborazione con Ita - Italian Trade Agency, che ha dedicato questa prima tappa del 2026 proprio allo sviluppo del business del vino italiano in India. Ad atterrare in Asia è una collettiva Ita composta da 8 aziende, una rappresentanza del Consorzio Tutela Vini Valpolicella di 9 cantine, oltre ad altre 13 in partecipazione diretta, pronte ad incontrare più di 200 tra importatori, distributori e professionisti del canale Horeca, ma anche wine lovers, e per invitare operatori e buyer in vista del prossimo Vinitaly 2026 (Verona, 12-15 aprile).
“L’India è oggi al centro dell’attenzione dei partner europei per la firma dell’atteso accordo di libero scambio (nel Summit Ue-India del 27 gennaio, ndr), e iniziative come questa sono fondamentali per creare relazioni solide, trasferire valore e posizionare il vino italiano in modo strutturato e duraturo - ha commentato il dg Veronafiere, Adolfo Rebughini - in un mercato ancora giovane il nostro impegno va oltre la promozione commerciale e punta allo sviluppo di una cultura del vino italiano attraverso formazione, educazione e iniziative di lungo periodo, inclusa la valorizzazione dell’enoturismo tramite Vinitaly Tourism, quale strumento di relazione tra territori, imprese e nuovi pubblici internazionali”.
Il roadshow si apre proprio a New Delhi, domani, con la visita ai wine shop della capitale e prosegue il 16 gennaio al Taj Palace, dove l’evento entra nel vivo con incontri b2b e degustazioni rivolte a buyer e wine lovers. A condurre le masterclass, Sonal C Holland, prima e unica Master of Wine indiana, figura di riferimento per l’educazione e la consulenza nel settore wine & spirits nel Paese, dedicate rispettivamente allo spettro produttivo del vino italiano - dal Prosecco alle varietà autoctone, mettendo a fuoco i fondamenti dell’espressione del terroir - e ai grandi territori del rosso italiano tra identità regionali ed evoluzione stilistica. A conclusione si terrà una una cena di gala all’Ambasciata d’Italia a New Delhi con l’Ambasciatore Antonio Bartoli. Il programma prosegue, poi, il 18 gennaio a Goa, con un walk around tasting ospitato all’hotel Taj Cidade de Goa dove verranno riproposte le due masterclass.
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