Non è solo una questione di numeri, come quelli che hanno visto le vendite di vini Aop in Francia in ipermercati e supermercati calare drasticamente, di 1,47 milioni di ettolitri (-29,3%), dal 1996 al 2024, ma anche di geografia produttiva: la Francia enoica, potenza n. 1 al mondo in valore, ma che sta affrontando una fase critica della propria storia, ha cambiato, nel corso degli anni, la sua “cartina” territoriale, con i vigneti che si spostano verso Nord, anche se le vendemmie sono sempre meno abbondanti e, la previsione, considerando anche il fenomeno delle estirpazioni dei vigneti e degli effetti climatici, sarà sempre più tendente verso il ribasso.
Secondo quanto riportato dall’American Association of Wine Economists (Aawe), su dati FranceAgriMer, rispetto alla media del lustro che va dal 1974 al 1978, il raccolto 2020-2024 è diminuito di 25,4 milioni di ettolitri (-45%), con la zona della Languedoc-Roussillon che è quella che ha pesato di più (-17 milioni di ettolitri, -61%), e cali significativi anche per le regioni Midi-Pyrénées (-2,1 milioni di ettolitri, -52%), Provence-Côte d’Azur (-2,4 milioni di ettolitri, -39%), Corsica (-1,4 milioni di ettolitri, -81%), Pays de Loire (-1 milione di ettolitri, -41%) e Auvergne Rhone-Alpes (-1 milione di ettolitri, -35%). Ma la diminuzione riguarda anche altre regioni, pur con un potenziale produttivo inferiore. L’Aquitania, che include Bordeaux, segna un calo percentuale inferiore e, quindi, -17% (-1 milione di ettolitri) con la Gironda, al suo interno, che segna -3% (136.000 ettolitri). Al contrario, crescono, invece, le regioni del Nord della Francia, tra le più prestigiose, con i loro vini ambiti dal mercato e dai collezionisti: è il caso della Bourgogne-France-Comte, una delle zone di maggior pregio al mondo per la produzione di vino, che segna +67% (+634.000 ettolitri), ma anche dello Champagne (+780.000 ettolitri, +60%), e dell’Alsace (+11%, +93.000 ettolitri).
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