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IL MESSAGGIO

Ai “Wine Star Awards” 2025 by “Wine Enthusiast”, il futuro del vino, tra ottimismo e cambiamento

A New York il galà di premiazione con sul palco, tra gli altri, Roberta Corrà (Person of the Year) e Alejandro Bulgheroni (Lifetime Achievement Award)
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Il galà dei “Wine Star Awards” 2025 by “Wine Enthusiast”

“Mentre tutti noi teniamo d’occhio il panorama in evoluzione del nostro settore, guardo al futuro e vedo opportunità incredibili: stiamo assistendo ad un capitolo nuovo ed entusiasmante, mentre una nuova generazione di Millennial inizia ad abbracciare la cultura del vino con curiosità e passione”. Parole di Adam Strum, presidente e ceo Wine Enthusiast Companies, nel galà, andato in scena nei giorni scorsi, a New York, alla consegna dei “Wine Star Awards” 2025, i riconoscimenti che celebrano “i membri più influenti del mondo del vino, dei distillati e delle bevande”, tra cui, tra i premi più importanti, quelli andato a Roberta Corrà, al vertice del Gruppo Italiano Vini - Giv e del wine merchant Usa Frederick Wildman & Sons come “Person of the Year”, ed il “Lifetime Achievement Award” ad Alejandro Bulgheroni, imprenditore argentino che ha messo insieme, solo in Italia, cantine come Tenuta Meraviglia e Tenuta Le Colonne a Bolgheri, la storica Dievole in Chianti Classico, e Poggio Landi e Podere Brizio a Montalcino (qui tutti i premiati come già riportato da WineNews, tra cui il “Wine Executive of the Year” che è Rick Tigner, ceo Jackson Family Wine, uno dei gruppi più importanti del mondo del vino, che in Italia possiede la celebre Tenuta di Arceno in Chianti Classico, ma anche il brand friulano Benvolio, l’“Environmental Advocate of the Year” per Col d’Orcia, la cantina a Montalcino della famiglia Marone Cinzano, e l’“Importer of the Year”, WinesU, fondata da Sulpizio “Gino Razzi”, e da inizio 2025 del gruppo italiano Argea, ndr).
“Il mondo sta cambiando socialmente, economicamente e culturalmente - ha detto dal palco Roberta Corrà, riporta “Wine Enthusiast” - e questo cambia naturalmente il modo in cui le persone vivono, pensano e sì, persino il modo in cui bevono vino. Nonostante questi cambiamenti, credo che abbiamo molte ragioni per restare positivi. Il vino rappresenta ancora qualcosa di unico, qualcosa che va ben oltre le mode e le tendenze, collegando passato e futuro. La nostra sfida oggi è trasmettere questi valori alla nuova generazione. Ho grande fiducia nei giovani perché sono curiosi, creativi e pieni di energia”.
Dal canto suo, Alejandro Bulgheroni, che, insieme alle cantine italiane, con Alejandro Bulgheroni Family Vineyards ha messo insieme 1.150 ettari coltivati a vigneto dalla Patagonia a Garzón, dalla Napa Valley alla Toscana, a Bordeaux e non solo, ha sottolineato: “credo che ogni cantina, ogni destinazione, rifletta una filosofia comune di tradizione, cultura e lusso sostenibile. Tutte queste cantine condividono lo stesso spirito: creare vini che riflettano l’anima del luogo, prodotti con profondo rispetto per la natura, l’innovazione, la tradizione e l’ospitalità. Il vero successo non si misura in base alle stelle o ai premi, ma dai ricordi che lasciamo a chi ci visita: il silenzio dei vigneti, il calore della nostra gente e l’impronta delle nostre radici”.

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