Parigi con Wine Paris (9-11 febbraio), Düsseldorf con la ProWein Dusseldorf (15-17 marzo) e Verona con Vinitaly (12-15 aprile). Un appuntamento al mese per tre mesi consecutivi per aziende, buyer, distributori e addetti ai lavori del mondo del vino, ma anche per tanti eno-appassionati, in un triangolo che tocca Francia, Italia e Germania, ovvero il podio dei Paesi che consumano più vino in Europa (secondo i dati Oiv-Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino 2025).
E si parte con i 6.000 espositori provenienti da 60 diversi Paesi pronti a fare rotta su Parigi: il 9 febbraio l’hub fieristico di Porte de Versailles apre i suoi cancelli all’edizione n. 6 di Wine Paris 2026, il primo grande appuntamento fieristico internazionale del 2026, con la Francia padrona di casa. Ma anche tanta Italia, e più dell’edizione 2025, stando ai numeri: la superficie del vino tricolore in terra parigina è aumentata del 25% (e dal 2019, anno della prima edizione, si è ormai praticamente quintuplicata, ndr) confermando lo Stivale come il primo Paese espositore dopo i transalpini e spalmato su ben due padiglioni, tra i quali uno dedicato (siamo gli unici ad averlo, esclusi i francesi). “L’Italia si distingue come protagonista dell’edizione 2026 - conferma Vinexposium, che organizza e firma Wine Paris - e riunendo sia cantine emblematiche come Masi, Tua Rita, Tenuta San Guido, Gaja, Allegrini e Piccini, sia nomi nuovi come Ethica Wines, Sacchetto, Fratelli Martini, Secondo Luigi e Istituto Grandi Marchi, offre una visione completa del panorama vitivinicolo italiano”. In una fiera, quella della capitale francese, che “ingloba” tre eventi in uno: Wine Paris, l’incontro internazionale per i professionisti del vino, Be Spirits dedicato ai liquori premium, bevande artigianali, birra, sidro e mixology (anche in questo caso con l’Italia in crescita, con le collettive di Ice e Idm Südtirol, brand come Bottega, Nonino Distillatori, Mazzetti d’Altavilla e Antica Distilleria Quaglia, ma anche la collettiva Alto Adige Spirits) e Be No, un format inedito sulle alternative analcoliche, che per la prima volta sbarca alla fiera d’Oltralpe con oltre 250 espositori (e gli italiani Bella Drinks, Feral, Franc Lizer e Marcati).
Ma, prima di volare in Germania, il vino, quello buono, pulito e giusto, fa tappa a Bologna per la Slow Wine Fair 2026, di scena a BolognaFiere dal 22 al 24 febbraio, nuovamente con la sinergia tra Slow Food e Sana Food 2026. Un’edizione, la n. 5, con oltre 1.000 vignaiole e vignaioli che si focalizzerà “sull’impatto positivo che il vino può avere su territori e comunità, come motore di sviluppo e inclusione sociale” e che consolida il ruolo della fiera bolognese come hub del vino (insieme ad eventi come la “Champagne Experience” di Excellence Sidi, che riunirà i maggiori distributori di vini di pregio in Italia, il 4 e il 5 ottobre, ed il “Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti” della Fivi, dal 21 al 23 novembre, ndr). E con Bolognafiere che, a dicembre 2025, ha lanciato con Fiere Italiane Sea anche la nuova piattaforma internazionale dedicata alla promozione del vino italiano: Wines Experience, un progetto sviluppato da United Experience e pensato per accompagnare produttori, consorzi e operatori in un percorso strutturato e coerente in mercati chiave per il comparto wine & food, e un modo per presidiare aree diverse con continuità e posizionamento coordinato. E con la messa a terra, nel 2026, di un calendario che prevede tre appuntamenti in altrettanti hub strategici per il wine trade mondiale. Il primo è a Londra il 26 e il 27 aprile con la nuova edizione del Real Italian Wine & Food Experience, seguito da Ho Chi Minh City in Vietnam il 25 e il 26 giugno, porta d’accesso del Sud-Est asiatico e, infine, a Città del Messico il 10 e l’11 novembre in un Paese come il Messico che sta vivendo una crescita significativa.
Non una crescita ma, anzi, una flessione più o meno marcata invece, soprattutto nel 2025, è stata quella vissuta dalla ProWein 2026 di Düsseldorf, per anni fiera internazionale leader, ma che, oltre alle dinamiche difficili di un mercato in frenata, sta facendo sempre più i conti con la concorrenza da una parte di Wine Paris e dall’altra di Vinitaly, pur restando la Germania, in ogni caso, il secondo mercato in valore ed in primo in volume per il vino italiano. Pertanto la fiera tedesca ha proceduto a un piccolo “lifting” cambiando il nome da ProWein a ProWein Düsseldorf e legandosi ancora più fortemente alla città, con un nuovo direttore, Frank Schindler, a guidare l’evento del 15 al 17 marzo, ProSpirits e ProWein World incluse, e con la concetrazione in meno padiglioni di 4.000 espositori attesi da 60 Paesi, che permetterà di ridurre del 30% le distanze da coprire camminando. L’Italia sarà presente con tutte le regioni vinicole, dalla Puglia alla Toscana, dalla Valpolicella al Piemonte, passando per le Colline di Conegliano e Valdobbiadene e la Franciacorta, e tante altre. Tra le novità, il nuovo Buyer Concierge, con l’obiettivo dichiarato di attrarre a Düsseldorf l’èlite mondiale dei buyer globali. Tanto che, per coloro che si troveranno nel raggio di 350 chilometri dalla città tedesca, l’organizzazione offrirà visite giornaliere per tutti i giorni della fiera, con trasferimenti in autobus gratuiti grazie al ProWein Düsseldorf Express, aiutati anche dalla posizione geografica centrale per chi arriva da Germania, Belgio e Paesi Bassi. E, ancora il perfezionamento dello strumento di di matchmaking Fair Match, il potenziamento della parte convegnistica nella ProWein Agora e la conferma dello spazio dedicato al mondo del No-Lo con la ProWein Zero, ma non mancherà anche un focus sugli spumanti con ProWein Sparkling.
E si arriva all’evento principe del vino italiano, la fiera internazionale di riferimento: Vinitaly 2026, a Veronafiere a Verona dal 12 al 15 aprile con l’edizione n. 58, sicuro presidio dell’Italia e vetrina privilegiata per le cantine di un Belpaese sempre più in prima linea nel business mondiale del vino. Che investe e accelera ulteriormente sul piano di incoming profilato da oltre 70 Paesi target in collaborazione con Ita-Italian Trade Agency, amplia l’offerta di nuovi segmenti di mercato, dai No-Lo agli spirits, struttura il progetto di Vinitaly Tourism per promuovere l’enoturismo nei territori del vino italiano e accresce il dialogo con il mondo della ristorazione. E con il tradizionale prologo, l’11 aprile alle Gallerie Mercatali di OperaWine, la degustazione che racconta l’Italia del vino secondo la rivista Usa “Wine Spectator” attraverso 150 cantine selezionate tra “Legacy Icon”, “Classic” e una terza categoria riservata per il 2026 alle “New Voices”. Michelangelo Pistoletto, “gigante” dell’arte contemporanea, sarà, quindi, il presidente onorario - davvero d’eccezione - della giuria del “Vinitaly Design Award” (della quale fa parte anche WineNews, con il direttore Alessandro Regoli, ndr), il riconoscimento dedicato all’eccellenza del packaging per vino, spirits, birra e olio, di scena sempre l’11 aprile al Teatro Ristori. E per i wine lovers torna “Vinitaly and the City” 2026 (10-12 aprile), il fuori salone pop nel cuore di Verona che, quest’anno, in collaborazione con la Strada del Vino Valpolicella, apre all’enoturismo: nel carnet degustazioni degli eno-appassionati ci sarà, infatti, anche un “Token Esperienza”, utilizzabile dal 13 aprile fino al 3 maggio per una visita con degustazione nelle cantine che hanno aderito al progetto (sono 12, ad oggi), ma con l’obiettivo di replicare l’iniziativa anche in altri territori. Sempre per il pubblico, ci sono le “Vinitaly & the Night”, le serate party alle Gallerie Mercatali (11,12 e 14 aprile).
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