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MERCATI

Anche l’export del vino australiano è in calo: -8% in valore e -6% in volume nel 2025

I numeri di Wine Australia: toccati i 2,34 miliardi di dollari australiani ed i 613 milioni di litri. A pesare sono i risultati di Stati Uniti e Cina

L’Australia è il quinto produttore di vino al mondo in volume ed è tra i principali player anche per quanto riguarda le esportazioni in valore, basti pensare che il 59% del vino prodotto finisce nei mercati esteri. Ma esattamente come sta succedendo in Italia e in Francia, anche le spedizioni di vino dal più grande Paese dell’Oceania stanno andando più a rilento e decisamente ad un ritmo più blando rispetto alle due principali potenze enoiche al mondo. Secondo l’Export Report di Wine Australia, infatti, nell’intero 2025 le esportazioni di vino australiano sono diminuite del -8% in valore, attestandosi a 2,34 miliardi di dollari australiani, e del -6% in volume, toccando quota 613 milioni di litri. Il valore medio delle esportazioni è diminuito del 3%, attestandosi a 3,81 dollari al litro franco a bordo.
La riduzione delle esportazioni complessive è stata in gran parte determinata dal calo del valore verso la Cina continentale e gli Stati Uniti (nonostante la crescita dei quantitativi per quanto riguarda gli States) e del volume verso il Regno Unito. Tuttavia, alcuni mercati hanno registrato una crescita di valore per il vino australiano, tra cui Canada, Singapore, Thailandia e Malesia, segnali positivi per una necessaria diversificazione del mercato.
I primi 5 mercati in termini di valore sono stati quello della Cina continentale (-17%) a 755 milioni di dollari, che ha preceduto Regno Unito (-3%) a 343 milioni di dollari, Stati Uniti (-12%) a 287 milioni di dollari, Canada (+12% a 175 milioni di dollari) e Singapore (+18%) a 118 milioni di dollari. Guardando ai volumi, la “top 5”, nell’ordine, è composta da Regno Unito (-9%) a 194 milioni di litri, Stati Uniti (+11%) a 118 milioni di litri, Cina continentale (-18%) a 69 milioni di litri, Canada (-2%) a 64 milioni di litri, e Nuova Zelanda (-13%) a 24 milioni di litri. In calo, a valore, ci sono tutti i mercati nelle principali aree: Europa (-5%), Nord America (-5%), Asia (-11%) che è quello più grande valendo il 53% delle esportazioni per un valore di 1,2 miliardi di dollari, Oceania (-8%), ed il resto dei mercati (-22%).
Peter Bailey, responsabile Market Insights Wine Australia, ha affermato che la performance complessivamente debole delle esportazioni è in linea con la tendenza a lungo termine del calo dei consumi di vino nei principali mercati del mondo. “I consumatori - ha detto Bailey - stanno riducendo il consumo complessivo di alcol in linea con le tendenze del benessere e per risparmiare denaro, dato l’aumento del costo della vita. Per gli esportatori di vino di tutto il mondo, le barriere commerciali ed i conflitti regionali stanno, inoltre, rendendo più difficile e costoso immettere il prodotto sui mercati”.
Nonostante la rimozione dei dazi sulle importazioni di vino australiano, il mercato cinese non è decollato. Bailey ha sottolineato che “sebbene la riapertura del mercato della Cina continentale alla fine di marzo 2024 abbia fornito un po’ di sollievo temporaneo al calo delle esportazioni totali, il mercato vinicolo cinese è un terzo delle dimensioni di cinque anni fa, con un impatto sia sui vini prodotti a livello nazionale che su quelli importati. Mentre i livelli di spedizione nei primi tre trimestri dopo la rimozione dei dazi sono stati eccezionalmente positivi, la domanda dei consumatori è stata debole. La loro fiducia ha registrato solo lievi miglioramenti da quando è scesa al minimo storico nel 2022 durante la pandemia che ha avuto un impatto negativo sulla spesa”. A pesare significativamente è stato il calo del vino rosso spedito dall’Australia verso la Cina nel 2025, considerando che quelle di vino bianco sono aumentate del 77% in volume, raggiungendo una quota del 15%, oltre il doppio rispetto al 7% dell’anno precedente. Bailey ha anche affermato che le tre principali varietà di uva bianca, Chardonnay, Sauvignon Blanc e Riesling, sono tutte cresciute.
Oltre il 50% del volume delle esportazioni di vino australiano è destinato al Regno Unito e agli Stati Uniti, ha spiegato Wine Australia, ma questi due mercati si trovano a far fronte al cambiamento delle abitudini dei consumatori, alle preferenze che mutano e all’aumento del costo della vita. Il valore delle esportazioni di vino australiano verso Regno Unito e Stati Uniti è diminuito rispettivamente del 3% e del 12%. E questo nonostante il volume di vino verso gli States sia aumentato grazie alla crescita delle spedizioni di vino sfuso. Anche le esportazioni di vino premium verso il Regno Unito sono aumentate, con spedizioni di valore superiore a 7,50 dollari al litro (+15%). A brillare, invece, sono state le esportazioni in direzione del Canada (+12% in valore) che hanno raggiunto i 175 milioni di dollari. Una crescita dovuta al fatto che i consumatori canadesi cercano di sostituire i vini americani con quelli di altri Paesi, dopo la loro rimozione dagli scaffali dei supermercati specializzati in alcolici. La regione asiatica, esclusa la Cina continentale, è aumentata dell’1% in valore, raggiungendo i 494 milioni di dollari. Le spedizioni verso Singapore segnano +18% in valore, raggiungendo i 118 milioni di dollari, superando Hong Kong per la prima volta. La crescita in valore è stata diffusa anche tra le altre destinazioni asiatiche, con gli incrementi maggiori provenienti da Thailandia, Malesia, Indonesia e Taiwan. Anche gli importanti mercati del Nord-Est asiatico, Giappone e Corea del Sud, sono cresciuti a tassi leggermente inferiori.

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