Vino significa storia, paesaggio, economia, tradizione, ma è anche un qualcosa che, partendo dalla superficie vitata, fa parte di un territorio abitato dove ci sono le esigenze di chi ci vive, magari con un’abitazione “affacciata” su dei vigneti privati. Non sempre può essere facile trovare un equilibrio, tra le esigenze della viticoltura e quelle dei cittadini, soprattutto in territori ad alta vocazione produttiva. Il tutto, poi, è complicato dal fenomeno dei cambiamenti climatici che, di fatto, può stravolgere il calendario ed i ritmi lavorativi in un vigneto, che spesso vengono affrontati, a differenza del passato, anche nelle ore notturne. Un problema che è reale in Francia dove il deputato Hubert Ott (Les Démocrates) ha presentato, il 26 gennaio, un disegno di legge ad hoc “volto a rafforzare il ruolo degli agricoltori nella pianificazione dell’uso del territorio e a garantire l’esercizio delle attività agricole di fronte ai cambiamenti climatici”.
In particolare, per gli Organisme de défense et de gestion (Odg), che possono essere equiparabili ai consorzi di tutela attivi in Italia, è previsto un ruolo attivo e di primo piano nel “disegno” del territorio. Hott ha affermato che il disegno di legge, sviluppato con l’industria vitivinicola, “mira a fornire soluzioni concrete alle sfide che gli agricoltori e le aree rurali devono affrontare, in particolare in due ambiti chiave: la messa in sicurezza dei terreni agricoli e l’adattamento delle pratiche di lavoro ai cambiamenti climatici. Vuole, inoltre, semplificare i rapporti tra l’industria e i decisori pubblici locali in materia di gestione dei terreni agricoli e a garantire la sostenibilità e la competitività delle nostre aziende agricole”.
Nello specifico, “il primo articolo di questo disegno di legge mira a rafforzare il ruolo degli Odg nella consultazione locale, coinvolgendole ufficialmente nell’elaborazione dei documenti di pianificazione urbanistica per le aree che includono zone di denominazione”, spiega Hott che aggiunge che “il secondo articolo propone di creare una nuova clausola che esoneri gli agricoltori dalla responsabilità civile per i disordini di vicinato quando le modifiche all’orario di lavoro agricolo sono legate all’adattamento ai cambiamenti climatici. Ciò garantisce certezza del diritto agli agricoltori, bilanciando produzione, salute sul lavoro e relazioni con i residenti locali”.
In Alsazia, ad esempio, paesi e vigneti si “intrecciano” ed è necessaria una convivenza anche perché, secondo Hott, separarli non risolverebbe i problemi, ma andrebbe a discapito della qualità paesaggistica, che è uno dei fiori all’occhiello della Francia e un traino per l’enoturismo.
E, quindi, per “pacificare” i rapporti tra agricoltori e residenti locali, il disegno di legge punta a “coltivare” la comprensione reciproca, ad esempio associando i rappresentanti degli Odg ai Piani Urbani Locali (i Plan Local d’Urbanisme - Plu, ndr), per evitare l’eventuale insorgenza di conflitti.
Il disegno di legge sarà esaminato a marzo, per perfezionare il testo con altri deputati e senatori per arrivare a un documento di compromesso transpartisan. E per poter, così, puntare al consenso del Senato, dopo aver già avuto la “benedizione” dal Cnaoc, la voce dell’industria vinicola francese.
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