Fu un evento storico che, a suo modo, è diventato uno spartiacque per il mondo del vino. Era il 1976 quando una degustazione tenutasi a Parigi, vide vincere, con grande sorpresa, i vini californiani contro i rossi di Bordeaux ed i bianchi di Borgogna. Fu un articolo del “Time Magazine” (di George Taber) a darne notizia e il verdetto di quella degustazione alla cieca, ormai noto come il “Giudizio di Parigi”, che si tenne all’hotel Intercontinental della capitale francese, generò polemiche, stupore e soprattutto una svolta internazionale: l’apertura verso il vino proveniente anche da altri Paesi e una leadership del vino, quella francese, che si poteva mettere in dubbio. I membri della giuria classificarono, tra i rossi, al primo posto, il Cabernet Sauvignon Slv del 1973 di Stag’s Leap Wine Cellars, allora guidata da Warren Winiarski e, oggi, dopo l’acquisto della piena proprietà nel 2023, da Marchesi Antinori, una delle grandi famiglie del vino italiane e mondiali (tra i bianchi, a Parigi, a primeggiare fu lo Château Montelena, vendemmia 1973, anche questo proveniente dalla Napa Valley). E, oggi, a distanza di 60 anni dal “Giudizio di Parigi”, una serie di eventi tra Stati Uniti, Canada e Regno Unito, lo ricordano.
A partire da Londra dove, il 5 marzo, al ristorante Cornus, si ripercorrerà quell’evento storico, nell’iniziativa by “Vinous Icons” del wine critic Antonio Galloni, fondatore e ceo “Vinous”, presente con il Marchese Piero Antinori, presidente onorario Marchesi Antinori, Renzo Cotarella, ad Marchesi Antinori, e il direttore di Stag’s Leap Wine Cellars Juan Muñoz-Oca. Oltre all’iconica annata 1973, in degustazione ci sarà una collezione di annate che abbracciano sei decenni.
“Ho avuto l’opportunità - spiega Antonio Galloni - di trascorrere del tempo con il defunto fondatore Warren Winiarski in diverse occasioni. Rimase profondamente appassionato e intellettualmente curioso fino alla fine dei suoi anni, dimostrando un raro senso di umiltà per qualcuno che aveva raggiunto così tanto. L’eredità di Winiarski vive nei vini che ha prodotto, nelle persone che ha influenzato e nell’esperienza che ha lasciato all’attuale generazione di Stag’s Leap Wine Cellars. Il “Giudizio di Parigi” è ampiamente considerato un momento fondamentale, poiché ha dimostrato che i vini americani potevano reggere il confronto con quelli francesi. Ma è stato molto di più. In una recente conversazione, Aubert de Villaine di Domaine de la Romanée-Conti, uno dei partecipanti al “Giudizio di Parigi”, ha confidato che la degustazione è stata un campanello d’allarme per i produttori francesi. Jean-Philippe Delmas di Haut-Brion ha fatto eco a questo sentimento. Il “Giudizio di Parigi” ha avuto un profondo impatto su una parte molto ampia dell’industria vinicola di pregio”.
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