Tra chef stellati, prodotti regionali, eventi di gala e grandi etichette, c’è la cucina italiana Patrimonio Unesco - con le eccellenze enologiche del Belpaese - tra i protagonisti delle Olimpiadi Invernali 2026 di Milano Cortina: a Casa Italia, alla Triennale di Milano, il Food & Sport Ambassador è lo stellato Davide Oldani, che per il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella - ospite nei giorni scorsi al primo pranzo ufficiale, insieme alla figlia Laura e ad altri ospiti prestigiosi, dal Ministro per lo Sport Andrea Abodi al Capo della Fondazione Milano Cortina Giovanni Malagò, passando per i campioni Alberto Tomba, Deborah Compagnoni e Manuela Di Centa - ha cucinato la sua rivisitazione del risotto alla milanese (che ha fatto la sua comparsa anche nella cerimonia di apertura, tra le bellezze e bontà dei territori sfondo dei Giochi, ndr); intanto il vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha voluto donare al vicepresidente Usa JD Vance e al Segretario di Stato Marco Rubio, alcune preziose bottiglie di Barolo Cannubi “1752” di Damilano, una delle grandi griffe piemontesi (il nome è un omaggio all’anno a cui risale la più antica bottiglia delle Langhe). Carlo Cracco, altro popolarissimo protagonista della cucina tricolore, ha portato la fiaccola olimpica come tedoforo (come anche Oldani), insieme ad altri nomi noti dell’enogastronomia made in Italy, dalla conduttrice tv Benedetta Parodi allo chef tristellato Chicco Cerea, passando per Riccardo Felicetti, produttore di pasta in Trentino e Nico Acampora, fondatore del ristorante solidale PizzAut.
Non è la prima volta che lo chef stellato del D’O di Cornaredo cucina per il Presidente Mattarella: Davide Oldani è infatti Food & Sport Ambassador di Casa Italia fin dalle Olimpiadi di Rio 2016. Inoltre Oldani aveva già cucinato per Mattarella durante una cena ufficiale con il Presidente federale tedesco Steinmeier, a Milano, e poi alle Olimpiadi di Parigi 2024. “Sempre un’emozione - racconta lo chef in un’intervista al “Corriere della Sera” - per questa occasione abbiamo cercato di unire i grandi prodotti italiani alla manualità del cuoco, proponendo un menu che fa cultura, perché racconta il territorio nazionale e le sue eccellenze in modo contemporaneo”. Nel menù del pranzo di gala per 24 ospiti alla Triennale Oldani ha inserito la sua rivisitazione del risotto alla milanese, ovvero Zafferano e riso; poi Rustin negàa di vitello con salsa all’italiana, Panettone al cucchiaio Milano-Cortina con sfoglia di mandorla e composta di mirtillo, pan Tramvai, pane con grano Tumminia. Al pranzo c’erano, tra gli altri, il Ministro per lo Sport Andrea Abodi, il Capo della Fondazione Milano Cortina Giovanni Malagò e i grandi campioni dello sci italiano: Alberto Tomba, Deborah Compagnoni e Manuela Di Centa.
E adesso Casa Italia ha aperto le sue porte anche al pubblico: Oldani ha puntato su un menu buono, ma bilanciato, ispirato ai territori in cui si svolgono le gare, ovvero Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, ma abbracciando idealmente tutta l’Italia. In carta ci sono Zafferano e riso (lo stesso piatto servito a Mattarella), Pizzoccheri della Valtellina in una versione alleggerita, Fegato alla veneziana, Zucca cavolo nero e topinambur, Broccoli olive e ricotta affumicata con scorza di arancia, Grana Padano Riserva, Fontina d’alpeggio, Taleggio, Burrata e mozzarella. Tra i dolci: strudel di mele, castagnaccio, panettone al cucchiaio, tiramisù, sbrisolona e bonet. I ristoranti saranno due, uno in terrazza e uno in giardino. Sono previsti centinaia di coperti al giorno.
Anche i grandi vini made in Italy sono tra i protagonisti del grande evento sportivo: se la cena di gala dell’inaugurazione ha visto sfilare famose griffe, dal Nord al Sud - Vie di Romans, Ca’ del Bosco e Donnafugata - è il Barolo Damilano ad essere stato scelto per un dono importante. Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri, ha donato al Segretario di Stato Marco Rubio e al vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, in visita a Milano per le Olimpiadi, alcune bottiglie di Barolo Cannubi 1752 di Damilano, grande griffe piemontese. Un regalo forse ispirato dalle dichiarazioni di Vance, che si è detto innamorato delle Langhe, in particolare dei tartufi e dei vini di Alba, mentre Marco Rubio ha svelato di avere i bisnonni originari di Casale Monferrato. Un legame con l’Italia emerso durante il pranzo con la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il vicepremier Antonio Tajani, in occasione del bilaterale a Milano, a margine dell’inaugurazione delle Olimpiadi. Il Barolo Docg Riserva Cannubi “1752” nasce con la vendemmia 2008: il nome è un omaggio all’anno a cui risale la più antica bottiglia delle Langhe, oggi conservata nella città di Bra, che porta in etichetta il nome Cannubi.
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