Export in leggera flessione (dopo anni di record), consumi interni in lento, ma strutturale calo, e una produzione troppo abbondante rispetto alla domanda effettiva di vino. Lo scenario, in Italia come in Francia, al netto dei numeri, è molto simile. Ma se la Francia ha deciso di finanziare l’estirpo di altri 32.500 ettari di vigneto con 130 milioni di euro di risorse straordinarie, e vede il Governo in pressione sull’Europa per ottenerne altri 80 per la distillazione di crisi, per quanto lo stesso Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron la consideri una cosa “terribile”, come ha detto, accompagnato dalla Ministra dell’Agricoltura francese, Annie Genevard, in apertura di “Wine Paris” (a Parigi da oggi all’11 febbraio, firmata Vinexposium, come abbiamo raccontato qui), per ora l’Italia, sembra orientata su altre strategie, e soprattutto sulla promozione. Come spiegato, a WineNews, dal Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, che ha fatto visita al Padiglione italiano della fiera francese (Paese più presente dopo la stessa Francia, con oltre 1.100 cantine), partendo dalla grande collettiva organizzata da Ita-Italian Trade Agency guidata da Matteo Zoppas, e toccando poi tanti spazi dei consorzi del vino italiano presenti.
Sugli estirpi, in particolare, ha detto il Ministro, “noi stiamo discutendo con le associazioni di rappresentanza nel Tavolo finalmente unitario di tutto il mondo del vino. Io personalmente non sono molto convinto che l’estirpo sia la ricetta corretta, perché difendere il vino significa difenderlo nel suo complesso, anche i vigneti che scolpiscono il paesaggio, e perdere un vigneto è perdere un patrimonio, al di là di tutto. Questa ricetta non ci convince, siamo più orientati ad aprire nuovi mercati, a ragionare di altre soluzioni che siano compatibili con la tenuta del sistema nel suo complesso”.
E anche quella della distillazione, come stanno chiedendo i francesi, per Lollobrigida è una soluzione che non sembra essere “risolutiva, non giustifica investimenti che se, invece, vengono riconvertiti sulla promozione riescono a garantire la presenza sui mercati con cifre nettamente più basse. Se analizziamo i numeri, ci accorgiamo che anche quando è stato adottato questo provvedimento, in passato, non è stato né risolutivo né strutturalmente utile”.
a promozione, insomma, secondo Lollobrigida, è la leva su cui insistere. E se tanti e costanti sono stati gli investimenti in tal senso, ora arriverà anche la campagna di comunicazione istituzionale per promuovere il valore e la cultura del vino, presentata qualche giorno fa al Ministero a Roma, e che partirà dal 15 febbraio su tv e radio nazionali, e non solo. “La promozione non abbiamo mai smesso di farla, ora faremo un upgrade ulteriore - ha sottolineato Lollobrigida - che ci permetterà di raccontare con le immagini, in uno spot molto interessante, così come è giudicato da tutti gli imprenditori del settore che decisamente sono esperti nella promozione, il rapporto indissolubile tra l’Italia e il vino, i vigneti, il territorio, la tutela dell’ambiente e la convivialità che emoziona sotto ogni punto di vista. Perché è un elemento che noi sentiamo parte della nostra cultura, della nostra identità, della nostra storia, che deve essere raccontato sempre meglio e non solo stigmatizzato, anzi bisognerebbe evitare di stigmatizzarlo semplicemente guardandolo da un aspetto che è marginale all’interno del vino, e che è l’alcol. Bisogna riuscire a raccontare il vino sotto molti aspetti - ha concluso Lollobrigida - non ci si può soffermare solo sull’alcol, ma sul lavoro, sulla ricchezza, sull’ambiente che viene protetto dai nostri vigneti con il lavoro dei nostri imprenditori agricoli. È un aspetto importante che si coniuga con la capacità di garantire, nel complesso, benessere, che è stato riconosciuto anche nell’elezione della Cucina Italiana come Patrimonio dell’Unesco, e della quale il vino è un elemento essenziale”.
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