Migliorare la qualità del vino, ma anche dell’ambiente, del lavoro e delle aziende, per fare meglio, per quanto difficile, di quello che hanno fatto le generazioni precedenti, anche grazie a grandi fine wines, rari ed unici, che non conoscono crisi: è questa la filosofia che lega le grandi cantine delle Primum Familiae Vini - Pfv, l’associazione che riunisce le 12 famiglie produttrici di vino di più antica tradizione e importanza a livello mondiale, con nomi del calibro di Marchesi Antinori (Toscana), Baron Philippe de Rothschild (Bordeaux), Joseph Drouhin (Borgogna), Domaine Clarence Dillon (Bordeaux), Egon Müller Scharzhof (Mosella), Famille Hugel (Alsazia), Pol Roger (Champagne), Famille Perrin (Valle del Rodano), Symington Family Estates (Douro), Tenuta San Guido (Toscana), Familia Torres (Catalogna) e Tempos Vega Sicilia (Ribera del Duero). Una visione confermata, nei giorni scorsi, a Parigi, nel bellissimo Grand Palais, in una serata tra grandi vini e alta gastronomia, insieme al ristorante due stelle Michelin Le Clarence, dove le cantine Pfv hanno reso omaggio alla “forza silenziosa delle imprese familiari” (come racconterà un video WineNews on line nei prossimi giorni). In un panorama commerciale in cui si stima che solo il 16% delle aziende familiari sopravviva oltre la prima generazione, infatti, spiega una nota, “le famiglie Primum Familiae Vini - Pfv si sono presentate unite rappresentando oltre 2.800 anni di storia combinata sotto lo stesso tetto”.
“Siamo i custodi di un passato glorioso, ma non dobbiamo mai adagiarci sugli allori: per onorare la nostra eredità - ha detto il Principe Robert di Lussemburgo, presidente Primum Familiae Vini e nel cda di Domaine Clarence Dillon - dobbiamo innovare per il futuro. Ogni generazione porta una responsabilità solenne: lasciare la propria azienda - e, per estensione, il nostro mondo - in condizioni migliori rispetto a come l’ha trovata. Comprendiamo la portata di questa sfida in un mondo in trasformazione. È per questo che abbiamo creato il Premio Primum Familiae Vini: per sostenere le famiglie straordinarie, come i nostri premiati di questa sera, che incarnano questi valori duraturi”.
Tra i protagonisti della serata nel Grand Palais a Parigi, anche le tre aziende che fino ad oggi hanno vinto le tre edizioni del Premio, che, in ogni edizione, assegna 100.000 euro a sostegno delle attività premiate: Maison Bernard (Belgio), la più antica bottega di liuteria in Europa fondata nel 1868, Brun de Vian-Tiran (Francia), specialista in fibre nobili dal 1808, e Tsutsumi Urushi Asakichi (Giappone), maestro della lacca tradizionale dal 1909 (mentre ora sono aperte le candidature per l’edizione n. 4 possibili fino al 31 marzo). E per garantire il futuro di questa missione e sostenere il premio, il Principe Robert di Lussemburgo ha presentato Pfv Generations Cases 2026, limited edition prodotta in appena 12 esemplari all’anno, con i vini simbolo delle famiglie, e che evolveranno con ogni edizione del premio, mettendo in luce il savoir-faire di un vincitore e finanziando i riconoscimenti futuri. La prima edizione è stata realizzata in collaborazione con Brun de Vian Tiran, e custodisce le 12 bottiglie emblematiche nella stessa lana che la famiglia Brun ha contribuito a salvare dall’estinzione.
Con le Primum Familiae Vini che, a WineNews, hanno sottolineato anche la loro visione ottimistica, pur in un quadro complesso, per il futuro dei grandi fine wines. Quelle etichette (poche, nel mondo) di una grande qualità riconosciuta e costante nel tempo, e capaci di raccontare unicità territoriali e storie dietro alle bottiglie che, secondo diversi produttori, da Famille Hugel a Pol Roger, da Symington ad Antinori, da Tenuta San Guido a Vega Sicilia, vivono dinamiche diverse da quelle del resto del mondo del vino. Perché certe bottiglie, certe vere e proprie rarità, avranno sempre grandi estimatori nel mondo, appassionati disposti a riconoscerne e pagarne il valore. Altro motivo per il quale, cantine come quelle di Primum Familiae Vini, sentono la responsabilità di guardare al futuro con ottimismo e con la voglia di essere di ispirazione per migliorare il settore del vino, in ogni suo aspetto, concreto ed intangibile.
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