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ATTUALITÀ

Export 2025, il Prosecco vale il 23% del totale, e fa meglio della media nazionale

I dati Istat, analizzati da WineNews: 1,6 miliardi in valore da gennaio a novembre 2025, -1,7% contro il -3,6 dell’Italia nel complesso
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Il Prosecco Dop guida l’export del vino italiano

Il Prosecco Dop, nella sua identità, “una e trina”, la grande Doc e le due Docg, quella storica di Conegliano e Valdobbiadene e quella più recente di Asolo Montello, è il vino che, da anni, fa da traino all’export enoico italiano. Ma anche un prodotto che, per le sue carattersitiche, capaci di unire piacevolezza, bevibilità, freschezza, ma anche forte di un prezzo per tutte le tasche, ne fa uno dei portabandiera del bere non solo italiano, ma anche internazionale. Un vino “pop” ma per questo non banale, straordinario nella sua versatilità tanto in “purezza” che come valore aggiunto nella mixology. E, soprattutto, di un vino che piace al mondo, in ogni occasione. Un vino che fa sentire sempre di più il suo peso sulle performance nazionali del settore, crescendo di più, quando c’è crescita, o perdendo meno, in fase di generale recessione dei consumi, come quella attuale. Lo raccontano anche i dati Istat sull’export del vino italiano, analizzati da WineNews, aggiornati a novembre 2025 (che abbiamo pubblicato il 17 febbraio), che, in generale, nel confronto con i primi 11 mesi del 2024, hanno emesso un verdetto di -3,58% in valore (contro il -2,7% di ottobre) a 7,2 miliardi di euro e del -2% in volume (era -1,4% il mese precedente) a 1,95 miliardi di litri.
Ma il Prosecco Dop quanto ha inciso sul risultato, in valore ? Le bollicine italiane più bevute nel mondo, da gennaio a novembre 2025, hanno generato 1,6 miliardi di euro per l’export, -1,7% sullo stesso periodo del 2024. Un risultato che dimostra una tenuta più solida dalla media, considerando le difficoltà, generali, nel 2025, per il vino, e senza dimenticare che il 2024 è stato un anno da record. Se si “scorpora” il dato del Prosecco Dop, i vini fermi e gli spumanti (Prosecco escluso) italiani, da gennaio a novembre 2025 hanno totalizzato 5,5 miliardi di euro di export, -4,1% su base annuale.
Il Prosecco Dop conferma, dunque, la propria leadership, e incide per quasi il 23% sulle esportazioni totale di vino italiano (praticamente una bottiglia su quattro venduta all’estero è di Prosecco) e vale il 77% delle bollicine italiane esportate (che sommano, per l’export, 2,1 miliardi di euro da gennaio a novembre 2025, -2,6% su base annuale). E ha quindi “alleggerito” il passivo del vino italiano sui risultati del 2024. Negli Stati Uniti, in particolare, il Prosecco Dop, a livello di esportazioni, da gennaio a novembre 2025, ha totalizzato 439,3 milioni di euro, -2,3% sullo stesso periodo del 2024 e decisamente meno sul -8% in valore del totale del vino italiano.
I dazi, il cambio euro dollaro, il calo dei consumi hanno quindi inciso anche sul Prosecco, ma in modo inferiore tanto che il mercato made in Usa ha risposto in modo importante. Mentre in Francia, terra dello Champagne e del Cremant, il Prosecco, ed in particolare quello Doc, è ormai una realtà importante nei consumi di vino transalpini, tanto che, nei giorni scorsi, dalla fiera Wine Paris, il Consorzio Prosecco Doc (in questi giorni protagonista alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, di cui è sparkling wine ufficiale, grazie al più grande investimento di sempre del Consorzio, 8 milioni di euro), ha confermato come quello di Francia sia ormai il terzo mercato mondiale per la denominazione. Due esempi che certificano, ancora una volta, il successo mondiale, e ormai acclarato, del Prosecco.

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