Con oltre 1,8 miliardi di euro di valore, circa 3,2 milioni di tonnellate di produzione, 150.000 ettari coltivati e più di 49.000 aziende agricole, l’agrumicoltura rappresenta un pilastro dell’agroalimentare italiano e colloca il Paese tra i principali produttori europei; un patrimonio fatto di arance, limoni, mandarini, clementine, pompelmi e bergamotti che esprime qualità organolettica, forte legame con i territori e piena coerenza con i principi della dieta mediterranea. In questo scenario il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea) accompagna da oltre un secolo e mezzo lo sviluppo scientifico e tecnologico del comparto, investendo in miglioramento genetico, innovazioni di processo e di prodotto, difesa delle piante, sostenibilità, qualità e tracciabilità, e adottando tecniche all’avanguardia come le Tea (Tecnologie di Evoluzione Assistita) per tutelare la tipicità delle produzioni locali, rispondere alle nuove esigenze dei consumatori e affrontare le sfide climatiche, migliorando al contempo la qualità dei frutti e la competitività del sistema agrumicolo nazionale. Un impegno raccontato in questi giorni ad Acireale (provincia di Catania) all’appuntamento annuale del Crea Ofa (Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura) che richiama l’intera filiera e si svolge in occasione della storica Mostra Pomologica, tornata a esporre una delle raccolte agrumicole più ricche del Mediterraneo.
La Mostra mette in evidenza recuperi varietali, nuovi cloni e materiali in corso di brevettazione, insieme a eccellenze come le arance pigmentate Tarocco Tdv, Lempso e Ippolito, che grazie a selezioni nucellari e maturazioni scalari consentono di ampliare il calendario produttivo. Fondamentale anche il ruolo del Crea nel Sistema di certificazione volontaria, attivo dal 1993, che garantisce materiale sano e tracciato ai vivaisti attraverso oltre 170 piante madri monitorate in isolamento. La giornata si completa con il convegno “Citrus Young - La parola ai giovani”, dedicato al ricambio generazionale e al confronto sulle nuove sfide: varietà industriali, portinnesti innovativi, estensione dei calendari di commercializzazione, valorizzazione del materiale certificato e dei nuovi prodotti, in un dialogo costante tra ricerca e imprese che mira a rafforzare competitività, sostenibilità e visione strategica del comparto.
“La giornata di oggi celebra il lavoro del Crea nella ricerca agrumicola, dove tradizione e innovazione si incontrano in antiche varietà, selezioni brevettate e arance pigmentate, frutto di decenni di miglioramento genetico - dichiara la dg del Crea Maria Chiara Zaganelli - sottolineando la centralità della sede di Acireale, laboratorio di innovazione da oltre 150 anni”, conclude Zaganelli.
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