Nel mercato la reputazione di un brand, in molti casi, conta quanto la qualità del prodotto. E quando si parla di cibo, l’Italia è spesso ai primi posti. Come succede, ancora una volta, nell’edizione 2026 di Global RepTrak 100, studio internazionale che analizza la reputazione delle principali aziende a livello globale sulla base della percezione dei consumatori, considerando driver chiave come performance, innovazione, governance, sostenibilità e capacità di generare fiducia nel tempo. Dove Barilla, tra i top brand della pasta italiana (e non solo), è, per il terzo anno consecutivo, la prima azienda food al mondo in classifica, ed entra in “Top 10”, al n. 9 (dietro a marchi come Lego, Adidas, Samsung, Rolex, Sony, Ferrari, Mercedes-Benz e Levi-Strauss & Co, e davanti a Canon), in crescita di 16 posizioni sul 2025. In una classifica che, dal mondo food, annovera ancora il colosso Danone alla posizione n. 37, il brand italiano del caffè Lavazza al n. 49, ed ancora la multinazionale Kellanova (ex Kellog’s Company) al n. 58, Ferrero, icona italiana dell’industria dolciaria, al n. 67, e The Kraft-Heinz Company, colosso mondiale delle salse, al n. 96.
“Nell’attuale contesto macroeconomico caratterizzato da forte incertezza, mantenere performance stabili rappresenta già un segnale positivo - dichiara Sara Fargion, vice president Emea di RepTrak - in questo scenario, però, la capacità di crescere diventa un vero fattore distintivo. Il settore Food, in particolare, è sottoposto a pressioni significative: le persistenti dinamiche inflazionistiche continuano ad alimentare un’elevata attenzione mediatica e a influenzare in modo costante la percezione pubblica in tutti i 14 Paesi in cui misuriamo la reputazione”.
Ancora più degna di nota, dunque, la performance di Barilla, che “presente in oltre 100 Paesi, con 30 siti produttivi e una produzione annuale superiore ai 2 milioni di tonnellate tra pasta, sughi pronti e prodotti da forno, continua a investire in innovazione e nel miglioramento continuo dell’offerta. Va in questa direzione - spiega una nota del gruppo - l’inaugurazione, a novembre, a Parma, di Bite (Barilla Innovation & Technology Experience), il nuovo centro di ricerca e sviluppo dove 200 professionisti, tra tecnologi alimentari, ricercatori, ingegneri e food designer, sviluppano nuovi prodotti, migliorando ricette, processi produttivi e packaging. Bite è un hub all’avanguardia che integra competenze scientifiche, cultura del cibo e tecnologia per progettare il futuro dell’alimentazione grazie anche ad un ecosistema di open innovation che coinvolge università e centri di ricerca a livello globale, accelerando lo sviluppo di soluzioni sempre più sostenibili, sicure e in linea con l’evoluzione dei consumi”.
Ancora, tra le iniziative sottolineate dal Gruppo Barilla, la partnership con Formula 1, o le campagne solidali con Dynamo Camp e Medici Senza Frontiere. “In parallelo, Barilla prosegue il proprio percorso sul fronte sociale e ambientale, integrando la sostenibilità e l’efficienza energetica e idrica al centro del proprio modello di crescita. Un impegno che riguarda anche le quasi 9 mila persone Barilla, vero motore della performance del Gruppo, e che si traduce, tra l’altro, in una policy globale di congedo parentale paritario, che garantisce a entrambi i genitori 12 settimane retribuite al 100%, e nel raggiungimento già nel 2020 della parità retributiva di genere secondo il principio “equal pay for equal work” per tutte le persone Barilla nel mondo”. Perchè, come recita lo storico claim di Barilla (con la regia del grande pubblicitario Gavino Sanna), “dove c’è Barilla c’è casa”.
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