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UN SIMBOLO DEL MADE IN ITALY

“OperaWine” 2026, nei calici la bellezza dell’Italia del vino che guarda al futuro con fiducia

A Verona, la prestigiosa degustazione prologo di Vinitaly, con 150 cantine portabandiera negli States selezionate dalla rivista Usa “Wine Spectator”

Un messaggio di fiducia, per un settore che è un pilastro del made in Italy e che ha un forte appeal nel mondo, ma anche di vicinanza, da parte delle istituzioni, per affrontare le nuove sfide che il vino dovrà superare in questo periodo storico di profondi cambiamenti. Il tutto, con la consapevolezza che il “savoir faire” italiano, la spinta dell’enoturismo e della Cucina Italiana Patrimonio Unesco, possono essere dei validi alleati per superare il momento complesso e guardare avanti con positività. È il “sentiment” che si respira ad “OperaWine”, la prestigiosa degustazione di prologo di Vinitaly 2026, dedicata alle aziende portabandiera del made in Italy enologico negli States, selezionate dalla celebre rivista Usa “Wine Spectator” per Veronafiere, di scena oggi, a Verona, alle Gallerie Mercatali, alla vigilia della più importante fiera del vino italiano (12-15 aprile).
Protagoniste, 150 cantine italiane che la stessa “Wine Spectator” ha suddiviso in “Legacy Icons” (31 cantine presenti in tutte le edizioni, “produttori che, grazie ad una costante attenzione all’eccellenza qualitativa dei loro prodotti, hanno avuto un impatto storico sul vino italiano”), “Classics” (69 produttori “leader nelle loro regioni, con un curriculum qualitativo importante”) e “New Voices” (50 cantine “fondate a partire dal 1990, selezionate per la loro capacità di garantire qualità, innovazione e una continua evoluzione del vino italiano”), portabandiera del “bere italiano” nel mondo.
E se Gianni Bruno, dg vicario Veronafiere, ha ricordato come “si tratti di un’edizione speciale, la n. 15”, per “OperaWine”, tagliando il nastro con Alison Napjus (che in un’intervista a tu per tu con WineNews ha confermato l’amore degli Usa per il vino italiano) e Bruce Sanderson, senior editor “Wine Spectator”, l’executive editor della celebre rivista americana, Jeffery Lindenmuth, ha sottolineato il ruolo e l’importanza della nuova generazione dei vignaioli italiani, protagonisti, come ormai da tradizione, anche della copertina di Aprile 2026 che “Wine Spectator” ha dedicato all’Italia del vino, e che esce nei giorni di Vinitaly). Anche Bruce Sanderson ha spiegato come “sono passati 15 anni da quando “OperaWine” è stata ideata e poi realizzata, per la prima volta, nell’edizione del 2012 con la presentazione di 100 aziende vinicole d’eccellenza. Oggi, “OperaWine” è un evento iconico in Italia - e l’unico che “Wine Spectator” organizza fuori dagli Stati Uniti, ndr - che si è ampliato man mano che il suo prestigio cresceva, e noi di “Wine Spectator” abbiamo approfondito i legami con la comunità vinicola italiana”. Alison Napjus si è soffermata sulle novità di quest’anno: “con l’edizione 2026, abbiamo evoluto il formato per mettere in luce diversi aspetti del vino italiano, selezionando le cantine di alta qualità invitate a “OperaWine”, tenendo presenti tre categorie “Legacy Icon”, “Classic” e “New Voices”. Ogni anno vorremmo mettere in evidenza un nuovo tema per questo terzo gruppo (New Voices, ndr). Bruce ed io stiamo già pensando al 2027”.
E ad “OperaWine” 2026 erano presenti ben tre Ministri del Governo Meloni, dal Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ma anche il neo-eletto Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi. Ma che non sono gli unici rappresentanti delle istituzioni italiane ed europee attesi a Vinitaly 2o26 - dal Commissario Agricoltura Ue Christophe Hansen, ad Antonella Sberna, vicepresidente Parlamento Ue, da Lorenzo Fontana, Presidente della Camera, a Gian Marco Centinaio, vicepresidente Senato, dal Vice Premier e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, ai Ministri della Cultura Alessandro Giuli e delle Infrastrutture Matteo Salvini, dal vice Ministro dell’Economia Maurzio Leo al Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno Emanuele Prisco - e, non a caso Federico Bricolo, presidente Veronafiere, ha sottolineato la vicinanza da parte del mondo istituzionale, rivolgendosi ai produttori presenti: “c’è voglia di essere qui con voi e aiutare il mondo del vino. Non abbiamo fatto fatica a chiedere ai Ministri di venire. Siamo pronti per il Vinitaly con le eccellenze dei nostri produttori”.
Matteo Zoppas, presidente Ita-Italian Trade Agency, ha ricordato che “il mondo del vino sta passando un momento particolare. Abbiamo l’onere, come Ice, di metterci a fianco dei produttori per superare le difficoltà. Il Governo sta aiutando le aziende, c’è stato un Tavolo del Vino, voluto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che si è concretizzato in volontà e risorse”. E aggiungendo che “Vinitaly si conferma la fiera di riferimento globale dove si definiscono i trend di settore. In una fase economica complessa, è fondamentale accelerare la promozione e lo sviluppo internazionale del comparto. Questa spinta si realizza attraverso quella “Diplomazia della Crescita” voluta dal Ministro Tajani, che vede il Sistema Italia muoversi in modo compatto anche all’estero. Un ruolo centrale in questa strategia è svolto dal lavoro del Ministro Francesco Lollobrigida che punta molto sulle esportazioni ed è anche fautore del riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio Unesco. L’impegno di Ice per questa edizione è straordinario: insieme a Veronafiere portiamo oltre 1.000 buyer strategici provenienti da 53 Paesi, segnando un incremento del 20% sul 2025. Cruciale per il settore resta il consolidamento in Usa, mercato che sta evidenziando una criticità (come sottolineato, dallo stesso Zoppas, nei giorni scorsi, in un’intervista con WineNews, ndr): gennaio 2026 ha, infatti, espresso un -35% su gennaio 2025 (che, però, cresceva del 19% rispetto a gennaio 2024,). Segno che bisogna accelerare maggiormente la vicinanza al settore del vino e degli spirits. Nonostante ciò, l’Italia mantiene saldamente la sua posizione. Quest’anno Vinitaly.Usa si sposta da Chicago a New York per presidiare il cuore del mercato americano con rinnovata forza”.
Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha evidenziato che “Vinitaly è la vetrina dell’Italia. Il vino per l’Italia è cultura, è il segno della nostra civiltà, un simbolo del made in Italy, ma anche una voce importantissima delle nostre esportazioni che mi auguro possano affermarsi anche nei mercati che si stanno per aprire. E poi c’è l’enoturismo, con i turisti che sono aumentati del 18%, e merito di questa crescita va data anche al percorso enogastronomico”.
L’importanza del turismo del vino è stata evidenziata anche dal neo Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi che con Vinitaly, essendo veronese, ha un legame speciale. “Il turismo è un settore importantissimo, pesa per il 13% del Pil ed impatta 240 miliardi di euro. Mi dedicherò all’enoturismo, perché portare turisti nelle cantine è importante culturalmente, ma anche economicamente grazie al canale della vendita diretta”.
Chiusura affidata al Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida che ha rimarcato la centralità di Vinitaly e Veronafiere in Italia e nel mondo. “Verona è il punto di riferimento mondiale del vino. Il vino è al centro della cucina italiana il cui elemento di convivialità è stato importante per il riconoscimento Unesco. Ma la convivialità senza vino è difficile da raggiungere. Tre anni fa proponemmo l’arte, quest’anno abbiamo pensato a quella che, forse, è la bottiglia più grande del mondo, dove dentro c’è l’Italia, e ad uno spettacolo che racconterà il vino. A Vinitaly, a differenza di altre fiere, non si vende solo vino, ma si ragiona”.

Focus - Le 150 cantine selezionate da “Wine Spectator ” per “OperaWine” 2026
Legacy Icons
Masciarelli
Feudi di San Gregorio
Mastroberardino Agricola
Livio Felluga
Famiglia Cotarella
Ca’ del Bosco
Nino Negri
Umani Ronchi
Aldo Conterno
Giuseppe Mascarello & Figlio
Paolo Scavino
Tormaresca Tenuta Bocca di Lupo
Donnafugata
Planeta
Tasca D’almerita
Ferrari Trento
Antinori
Castellare di Castellina
Castello di Ama
Castello di Volpaia
Fèlsina
Fontodi
Marchesi Frescobaldi
Mazzei
Ornellaia
Tenuta San Guido
Lungarotti
Allegrini
Masi Agricola
Pieropan
Zenato

Classics
D’Angelo
Borgo del Tiglio
Jermann
Marco Felluga Russiz Superiore
Vie di Romans
Liguria Lvnae Bosoni
Arpepe
Bellavista
Guido Berlucchi
Marche Bisci
Marche Garofoli
Braida di Giacomo Bologna
Cavallotto
Ceretto
Cogno
Elio Altare
G.B. Burlotto
G.D. Vajra
Giacomo Borgogno & Figli
Marchesi di Gresy
Massolino
Oddero Poderi e Cantine
Pio Cesare
Pira Chiara Boschis
Produttori del Barbaresco
Ratti
Roagna
Sandrone
Vietti
Argiolas
Tenute Sella & Mosca
Benanti
Duca di Salaparuta
Passopisciaro
Tenuta delle Terre Nere
Cantina Terlano
Elena Walch
J. Hofstätter
St. Michael-Eppan Winery
Tenuta San Leonardo
Altesino
Argiano
Biondi-Santi
Boscarelli
Canalicchio di Sopra
Caprili
Carpineto
Casanova di Neri
Castello Banfi
Castello di Albola
Castello di Monsanto
Castello Romitorio
Eredi Fuligni
Fattoria Le Pupille
Il Poggione
Isole E Olena
Le Macchiole
Ricasoli
Rocca delle Macìe
Siro Pacenti
Valdicava
Antinori Castello della Sala
Arnaldo Caprai
Tabarrini
Bertani
Nino Franco
Roberto Anselmi
Romano Dal Forno
Tedeschi

New Voices
La Valentina
Elena Fucci
Colli di Lapio
Galardi
Quintodecimo
San Salvatore 19.88
Terre di Valter
Chiara Condello
Bastianich
Liguria Terenzuola
Liguria Terre Bianche
Villa Bucci
Catabbo
Ca’viola
Mauro Veglio
Trediberri
Felline
Gianfranco Fino
Masseria Li Veli
Agripunica
Ammura (Tommasi Family Estates)
Arianna Occhipinti
F. Tornatore
Feudo Maccari
Feudo Montoni
Giovanni Rosso
Graci
Pietradolce
Maso Martis
Argentiera
Biserno
Grattamacco
Il Molino di Grace
Ipsus
Istine
Lamole di Lamole
Le Chiuse
Podere Salicutti
Poggio al Tesoro
Riecine
Rocca di Frassinello
Rocca di Montegrossi
San Filippo
Tenuta di Arceno
Tenuta di Trinoro
Tolaini
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