Il Giappone, per il vino italiano - secondo i dati Istat analizzati da WineNews - nel 2025 ha chiuso con 176,4 milioni di euro (-4,1%) di vino importato, e, seppur in calo, si conferma uno dei player più importanti, il principale in Asia, per il comparto enoico italiano. Numeri ovviamente inferiori per Taiwan che, nel 2025, ha importato per 16,2 milioni di euro (-6,9%), ma che resta una realtà da non sottovalutare. Ed una nuova trasferta internazionale è in arrivo per il Chianti, la Docg più grande e “pop” della Toscana, storicamente sempre attenta a presenziare i mercati esteri, compresi quelli ancora di “nicchia”, ma con un potenziale interessante in ottica futura, oltre a quelli con un feeling già consolidato. In questa ottica si inserisce il ritorno del “Chianti Lovers Asian Tour” (21-23 aprile), un ciclo di eventi organizzato dal Consorzio Vino Chianti tra Tokyo, Osaka e Taipei dedicato a incontri b2b, masterclass e degustazioni rivolte a operatori del settore e media.
La prima tappa si terrà il 21 aprile a Tokyo, al Jw Marriott Hotel, con 15 aziende presenti e 33 etichette di Chianti in degustazione, su un totale di 80 vini. La giornata sarà articolata in incontri b2b con importatori selezionati e in un walk-around tasting aperto agli operatori del settore. In programma anche la masterclass “Ancient Tuscan Knowledge Transformed into a Modern Wine”, guidata dal giornalista Isao Miyajima.
Il tour proseguirà il 22 aprile a Osaka, al W Osaka - Wet Bar, con un workshop ed un walk-around tasting realizzato in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana in Giappone. In questa tappa saranno coinvolte 9 aziende con 21 etichette Chianti.
Ultima tappa il 23 aprile a Taipei, al Regent Hotel, con 13 aziende partecipanti e 30 etichette di Chianti su un totale di 80 vini. Il programma prevede incontri b2b con importatori, la masterclass “The Soul and the Flavour of Chianti Wine” guidata dal wine educator Aaron Chuang ed un walk-around tasting per operatori del settore.
“Il tour asiatico - ha spiegato il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi - serve a consolidare la presenza del Chianti in mercati chiave come Giappone e Taiwan, dove registriamo un interesse crescente per vini di qualità legati a una forte identità territoriale. Il confronto diretto con il mercato e i media è essenziale per sviluppare relazioni solide e durature e per raccontare il Chianti nella sua evoluzione, tra tradizione e innovazione. L’Asia rappresenta un mercato strategico per il futuro della denominazione e questo tour ci consente di rafforzare il posizionamento del Chianti, valorizzando il lavoro delle imprese e costruendo nuove opportunità di crescita a livello internazionale”.
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