Le grandi difficoltà che stanno coinvolgendo il settore del vino non sono solo una questione di “sentiment”, ma arrivano anche dalla “certificazione” dei numeri. In Francia, il principale player enoico in valore, da tempo la situazione è complicata, nonostante le varie strategie messe in campo, dalle estirpazioni agli aiuti per il settore. Il risultato è che non tutte le aziende ce la fanno, aprendo, di fatto, le porte allo “spettro” del fallimento. Secondo lo studio pubblicato da Altares, riferito al primo trimestre 2026, sono 487 le aziende agricole francesi con procedure di insolvenza avviate (+23% sul primo trimestre 2025), con le attività di sostegno alle colture che mostrano un andamento negativo (86, +59%). La viticoltura incide particolarmente: 83 viticoltori (+32%), metà della Gironda, il Dipartimento di Bordeaux, hanno cessato l’attività.
Mentre nel 2023 si erano già registrati oltre 130 fallimenti aziendali, nel primo trimestre 2024, riporta Altares, ci fu un’ulteriore accelerazione (+24%), e, un anno dopo, il numero di fallimenti schizzò al +75%. Un trend che dimostra come le difficoltà del settore enoico non siano un fenomeno temporaneo.
Il fallimento di un’impresa, si legge nelle note, corrisponde all’apertura di una procedura di salvaguardia, di amministrazione controllata o di liquidazione diretta dinanzi a un Tribunale Commerciale, ad un Tribunale Economico o ad un Tribunale Giudiziario.
Non semplice nemmeno la situazione per il comparto della ristorazione e dell’accoglienza francese. Se è vero che, guardando a quanto pubblicato da Altares, la ristorazione ha registrato un numero di fallimenti doppio rispetto all’inizio del 2022, questo dato si è comunque stabilizzato sul primo trimestre 2025 (2.101 fallimenti, -0,4%), grazie ai ristoranti tradizionali che hanno avuto una performance migliore (1.071 fallimenti, -2,5%), mentre i fast food hanno fatto peggio (952 fallimenti, +2,4%). La situazione rimane, comunque, precaria per i “débits de boisson” (i bar ed i locali dove si consumano gli alcolici, ndr), con 373 fallimenti nel primo trimestre 2026 (+6,6%). Il settore ricettivo ha avuto un inizio d’anno deludente (168 “défaillances”, +27,3%), ed una crescita trainata dagli hotel (119, +32%) e dalle strutture ricettive turistiche per soggiorni brevi (39, +44%).
Al livello generale, con 18.986 procedure di insolvenza avviate dall’inizio dell’anno, il primo trimestre 2026, in Francia, si è chiuso con un aumento del 6,4% dei fallimenti aziendali sul primo trimestre 2025 e, a soffrire di più, sono le realtà più piccole rispetto alle grandi imprese.
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