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LO SCENARIO

La forza del vino sui mercati cresce grazie alla reputazione dell’agroalimentare dell’Unione Europea

A dirlo, il nuovo Eurobarometro della Commissione Ue: i prodotti “made in Europe” conquistano il mondo ed hanno ampi margini di crescita
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I prodotti agroalimentari Ue conquistano il mondo

La forza del vino europeo sui mercati internazionali nasce prima di tutto dalla reputazione dell’intero agroalimentare dell’Unione. Qualità, sicurezza e autenticità continuano, infatti, a rappresentare i principali fattori di attrazione per i consumatori extraeuropei, come sottolinea il rapporto “Prodotti agricoli, alimentari e delle bevande dell’Unione Europea nei Paesi Terzi”, che presenta i risultati dell’Eurobarometro Flash 2026 condotto dalla Commissione Europea su 11.119 consumatori urbani di età compresa tra 20 e 55 anni in 11 Paesi extra-Ue: Cina, India, Indonesia, Giappone, Messico, Arabia Saudita, Corea del Sud, Thailandia, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Stati Uniti.
L’indagine mostra come i prodotti agroalimentari europei godano di una reputazione solida e in crescita a livello internazionale, con il 40% degli intervistati che dichiara di consumare prodotti Ue almeno una volta alla settimana. I mercati più ricettivi risultano gli Emirati Arabi Uniti, dove la quota raggiunge il 58%, seguiti dal Regno Unito con il 50% e dall’Arabia Saudita con il 45%, mentre Messico e Giappone si fermano rispettivamente al 27% e al 28%, evidenziando ampi margini di sviluppo.
L’origine dei prodotti alimentari continua a giocare un ruolo centrale nelle scelte d’acquisto: il 57% dei consumatori controlla spesso o sempre il Paese di provenienza degli alimenti e complessivamente l’86% lo verifica almeno occasionalmente. L’attenzione è ancora più elevata tra le famiglie con figli, dove la quota sale al 64%, contro il 47% di chi non ne ha. A guidare gli acquisti resta soprattutto la qualità, indicata dal 76% degli intervistati, davanti a gusto (56%), prezzo (45%) e sicurezza alimentare (41%), mentre sostenibilità ambientale e benessere animale incidono rispettivamente per l’8% e il 5%. Non sorprende, quindi, che i prodotti europei siano percepiti come di buona qualità dall’83% dei consumatori, gustosi dall’82% e sicuri dall’81%, con apprezzamenti particolarmente elevati in Cina, Thailandia e Indonesia.
Cresce, inoltre, la notorietà dei marchi di qualità europei: il logo biologico Ue è riconosciuto dal 33% degli intervistati, l’Indicazione Geografica Protetta dal 27%, la campagna “Enjoy It’s From Europe” dal 26% e la Denominazione di Origine Protetta dal 24%, anche se un terzo dei consumatori dichiara di vedere questi marchi senza comprenderne appieno il significato. Le prospettive di crescita restano consistenti: tra chi già acquista prodotti europei, il 54% ne consumerebbe di più in presenza di una qualità ancora superiore, il 41% se il gusto migliorasse e il 40% con prezzi più contenuti. Ancora più significativo il dato relativo ai non consumatori, visto che il 60% si dichiara interessato a provare prodotti dell’Unione, con i livelli più alti di interesse registrati in India (26%), Indonesia (25%) ed Emirati Arabi Uniti (22%).
In questo contesto si inserisce il comparto del vino, analizzato insieme a birra e superalcolici nella categoria “Wine, beer and spirits”. Si tratta della categoria alimentare con la frequenza di consumo più bassa tra quelle considerate dall’indagine: soltanto il 7% dei consumatori dichiara di consumare vino, birra o alcolici ogni giorno e il 25% più volte alla settimana. Tra i consumatori di prodotti europei, il 6% beve quotidianamente vino, birra o alcolici Ue e il 19% lo fa almeno più volte alla settimana.
I mercati più interessanti per le bevande alcoliche europee risultano Emirati Arabi Uniti, con il 39% dei consumatori di prodotti Ue che dichiara consumi almeno plurisettimanali, seguiti da Thailandia e Stati Uniti al 23%, Regno Unito e India al 21%, Corea del Sud al 19%, Indonesia e Cina al 18% e Messico al 17%, mentre il Giappone si conferma il Paese più difficile con appena l’8%. Il report precisa che per Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti non sono stati rilevati dati specifici sul consumo di vino e alcolici per motivi normativi e che i valori riportati derivano dalla tabella riassuntiva disponibile nel documento. Secondo l’analisi, dunque, il vino europeo beneficia pienamente dell’immagine positiva costruita dall’agroalimentare dell’Unione Europea e trova le migliori opportunità di crescita in Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Arabia Saudita, India e Indonesia, mentre il Giappone resta il mercato più complesso sia per i prodotti Ue in generale sia per le bevande alcoliche europee.
A sostenere l’espansione internazionale contribuiscono anche le missioni agroalimentari promosse dalla Commissione Europea. La missione guidata dal Commissario Europeo per l’Agricoltura Christopher Hansen in Giappone nel giugno 2025 ha già prodotto risultati concreti: ad un anno dall’iniziativa oltre un delegato aziendale su 5 ha dichiarato di aver concluso accordi commerciali collegati alla partecipazione. In Thailandia, dopo la missione del maggio 2026, quasi il 90% degli intervistati ha riferito di aver avviato nuovi contatti commerciali e il 7% ha già chiuso accordi. Il programma proseguirà con nuove missioni in Messico nel novembre 2026 e in India nell’autunno 2027, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la presenza dei produttori europei in due mercati considerati strategici per il futuro dell’agroalimentare e delle bevande dell’Unione.

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