Differenziare i mercati è uno dei concetti chiave per il mondo del vino italiano (ma non solo) che, in una situazione particolare, caratterizzata da cambiamenti, con le “incertezze” che arrivano dal mercato storico per eccellenza e il più importante, quello degli Stati Uniti, e da altri partner di primo piano, come il Regno Unito, si trova, giocoforza, a cercare nuove mete di approdo. Puntando, in particolare, su quei Paesi dalle grandi potenzialità, che già da tempo stanno mostrando un interesse concreto per il vino italiano e l’italian style, una passione che si è tradotta anche con l’incremento dei flussi turistici che rappresentano un importante “biglietto da visita” per le etichette. Tutto questo si può ritrovare nel Brasile, una delle grandi speranze, in ottica futura, per il vino italiano con i dati che certificano un trend positivo, anche se quello che è il mercato più grande del Sud America per il vino italiano, presenta ancora dei numeri di “nicchia”: secondo i dati Istat analizzati da WineNews, nel primo semestre 2026, il Brasile ha importato vino italiano per 20,1 milioni di euro con un incoraggiante +8,1% sui primi 6 mesi 2025, anno che si chiuse con 42,8 milioni di euro di importazioni (+3,7%). Tendenze che si notano anche guardando all’intero Mercosur, di cui il Brasile fa parte, dove, secondo i dati presenti nel rapporto Crea sul commercio con l’estero e raccontati da WineNews, è in crescita anche l’export del vino: i rossi ed i rosati Dop confezionati sono passati da 12,2 milioni di euro in valore dell’export nel 2019 ai 17,7 milioni di euro del 2025, mentre rossi e rosati Igp confezionati salgono da 7,8 milioni di euro (2019) a 12,1 milioni di euro (2025). E poi c’è il turismo dal Brasile all’Italia, anche questo in ascesa: secondo infoMercatoEsteri (Ministero degli Affari Esteri), i dati su arrivi e presenze nelle sole strutture ricettive, disponibili fino al 2024, indicano volumi pari a 1,4 milioni di arrivi turistici per 3,8 milioni di presenze. Ma la tendenza per il 2026 indica una crescita del +10% nei primi 4 mesi dell’anno con una previsione del +15% sul totale anno rispetto al 2025.
Con un turismo, quello brasiliano, che è generalmente alto spendente, in Italia, e molto attendo anche al panorama enogastronomico, anche in virtù di un legame culturale storico, con tanti italiani che, nel passato, sono emigrati verso il Brasile, e come raccontano anche i dati Istat dei nostri tempi secondo i quali, nel 2023, a San Paolo del Brasile erano residenti oltre 270.000 italiani, facendo della metropoli brasiliana la terza città straniera più “italiana” al mondo dopo Londra , in Uk, e Buenos Aires, in Argentina.
E proprio in Brasile, il Merano WineFestival, la storica kermesse ideata e guidata da Helmuth Köcher, consolida la propria presenza internazionale con l’edizione n. 2 di “Merano WineFestival Brasile” (6-8 ottobre 2026 a San Paolo). L’appuntamento, programmato in ProWine São Paulo, “risponde alla straordinaria vivacità di un mercato come quello brasiliano e la collocazione strategica nella capitale economica brasiliana, con un’area metropolitana da oltre 22 milioni di abitanti e una classe media in forte ascesa, offre un accesso privilegiato a un flusso stimato di oltre 15.000 operatori professionali qualificati”, spiega una nota. Un mercato, quello brasiliano, che, sottolineano dal Merano WineFestival, da solo vale oltre 550 milioni di dollari in importazioni vinicole nel complesso (che competono anche con una forte produzione locale, ndr) e vede i vini italiani in crescita del 22% negli ultimi 3 anni.
Da sempre caratterizzato da una forte vocazione internazionale e da una visione orientata alla scoperta e divulgazione dell’eccellenza, il Merano WineFestival, affida la sua espansione sul campo ai “WineHunter Ambassador”, professionisti ed esperti che operano come veri e propri ponti culturali e commerciali tra produttori italiani e mercati internazionali. In prima linea per l’edizione brasiliana, insieme a The WineHunter Helmuth Köcher, è Karine De Souza, WineHunter Ambassador per il Sud America.
“Il rapporto tra Merano WineFestival e il Brasile nasce come un progetto strategico e continuativo di valorizzazione, promozione e sviluppo commerciale - spiega De Souza - un lavoro che si fonda su uno scambio a doppio senso: portiamo qui le eccellenze italiane selezionate da The WineHunter per generare visibilità e opportunità di business; allo stesso tempo, accompagniamo le migliori produzioni brasiliane verso il prestigioso palcoscenico di Merano. Questa seconda edizione di Merano WineFestival Brasile conferma che stiamo costruendo un percorso solido, destinato a crescere nel tempo e a diventare un punto di riferimento per il dialogo vitivinicolo tra Italia, Brasile e Sud America”.
Per Helmuth Köcher, che ha fondato Merano WineFestival 35 anni fa, “Merano WineFestival è tra i primi grandi eventi a fare della selezione delle eccellenze il proprio criterio di accesso, premiando il lavoro dei produttori vitivinicoli italiani. Con questa seconda edizione in Brasile vogliamo ribadire il nostro impegno nell’aprire nuove rotte commerciali internazionali per il vino italiano. La collaborazione con ProWine São Paulo e il prezioso lavoro sul campo della nostra WineHunter Ambassador ci permettono di valorizzare al meglio le cantine presenti, ambasciatrici di un’eccellenza che sa parlare al mondo intero”.
Dieci le aziende protagoniste di Merano WineFestival Brasile 2026: Cascinassa (Piemonte), La Gerla (Toscana), La Romiglia (Veneto), Nino Costa (Piemonte), Poggio Capponi (Toscana), San Luciano (Toscana), Sergio Gozzelino (Piemonte), Tenute Ballasanti (Sicilia), Tenute San Marco (Lazio) e Villa Matilde (Campania).
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